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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Douglas svela Kathleen Turner: il libro riapre un segreto di 42 anni

L’autobiografia di Michael Douglas racconta la relazione nascosta con la collega durante le riprese di All’inseguimento della pietra verde, nonostante le smentite durate decenni.

Il vero colpo di scena dell’autobiografia di Michael Douglas non riguarda il cinema, il successo o la malattia. A attirare l’attenzione è un episodio privato che l’attore ha deciso di rendere pubblico dopo 42 anni: durante le riprese di All’inseguimento della pietra verde avrebbe avuto una relazione con Kathleen Turner, mentre era ancora sposato con Diandra.

La rivelazione arriva alla vigilia dell’uscita americana di One Helluva Ride, prevista per martedì, e riaccende una voce che i due protagonisti avevano sempre respinto. Douglas sostiene di aver chiesto alla collega il permesso di parlarne, ma la scelta lascia aperta una domanda: perché trasformare oggi una vicenda rimasta chiusa per così tanto tempo in materiale da autobiografia?


Il segreto riemerso dopo decenni

Secondo l’anticipazione pubblicata da People, Douglas colloca la storia sul set del film del 1984. Lui e Turner, una delle coppie più efficaci e seducenti dello schermo in quegli anni, si sarebbero incontrati di nascosto nella stanza d’albergo dell’attrice, senza informare il regista né il resto della troupe.

La situazione sarebbe cambiata con l’arrivo sul set di Diandra, allora moglie di Douglas. L’attore attribuisce alla sua prima moglie il sospetto decisivo: Diandra avrebbe affrontato Turner, chiedendole di farsi da parte, e la relazione si sarebbe conclusa. Il divorzio da Douglas, tuttavia, sarebbe arrivato soltanto oltre 15 anni più tardi.

Nel libro, l’attore riassume così quella vicenda: «Sul set di All’inseguimento della pietra verde abbiamo avuto una relazione clandestina». Per anni il pubblico aveva immaginato che tra i due ci fosse qualcosa, proprio per la loro intesa davanti alla macchina da presa, ma entrambi avevano sempre negato.


Turner aveva già smentito tutto

La scelta di Douglas appare ancora più sorprendente perché Kathleen Turner, cinque anni fa, aveva recitato nel Metodo Kominsky e in quell’occasione era tornata a escludere pubblicamente una relazione con il collega. La sua versione, dunque, non coincide con quella ora affidata all’autobiografia.

Resta anche il problema del consenso. Douglas avrebbe raccontato a People di aver domandato alla collega se fosse d’accordo con la pubblicazione del ricordo, ma non è chiaro se quel permesso possa davvero cancellare il peso di una rivelazione che riguarda anche una terza persona e un matrimonio dell’epoca.

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Vendetta, vanità o marketing?

Le possibili spiegazioni sono diverse. Douglas potrebbe avere ancora risentimento per la fine della relazione, interrotta da Turner proprio quando quella parentesi extraconiugale avrebbe potuto offrirgli un pretesto per chiudere il primo matrimonio. Nell’autobiografia, inoltre, l’attore ricorda anche altri rapporti avuti in quegli anni, compreso quello con la sceneggiatrice del film.

C’è poi l’ipotesi della vanità: raccontare di essere stato con Turner quando lei era giovane, celebre e considerata tra le donne più affascinanti del cinema può sembrare un modo per esibire un trofeo del passato. Ma rimane la spiegazione più prosaica, quella legata alla vendita del libro: una confessione tardiva può fare parlare dell’autobiografia molto più di un normale capitolo sulla carriera.


Il prezzo di una confessione tardiva

One Helluva Ride avrebbe potuto concentrarsi su episodi già sufficienti a riempire una vita straordinaria: l’Oscar ottenuto per Gordon Gekko in Wall Street, il confronto inevitabile con il padre Kirk Douglas, il percorso da figlio di una star a protagonista affermato e la battaglia contro il cancro.

Invece, l’attenzione si concentra soprattutto su chi abbia avuto una relazione con chi. È il genere di dettaglio che continua a suscitare curiosità a qualsiasi età, ma che in questo caso coinvolge una persona che per decenni ha scelto di non confermare quella storia.

La vicenda solleva così una questione di discrezione, più che di cinema. Un rapporto vissuto in segreto può diventare, dopo 42 anni, un capitolo commerciale; per chi ne è protagonista, però, il tempo trascorso non rende automaticamente condivisibile ciò che era stato taciuto. E Turner potrebbe non considerare quella parentesi una grande storia d’amore, ma soltanto una breve relazione nata al termine di una giornata di riprese.

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