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Attualità 2 min di lettura3 ore fa

Dote da 4,5 milioni, poi la causa: il caso Justin Sun

Il tycoon delle criptovalute chiede alla ex compagna e ai suoi genitori la restituzione della somma versata secondo la tradizione cinese.

Una relazione finita mette Justin Sun al centro di una disputa giudiziaria da 30 milioni di yuan, equivalenti a circa 4,5 milioni di dollari e 4 milioni di euro. Il miliardario delle criptovalute ha avviato un’azione legale contro l’attrice cinese Jing Tian e i suoi genitori per ottenere indietro la somma consegnata come dote prematrimoniale.

La vicenda comprende anche un progetto di vita familiare negli Stati Uniti, con l’ipotesi di avere un figlio in California attraverso la maternità surrogata. Secondo la ricostruzione, la decisione di interrompere il rapporto sarebbe maturata anche dopo un confronto con l’intelligenza artificiale.


La dote al centro della disputa

Il denaro versato da Sun rientrerebbe nella pratica del caili, una consuetudine ancora presente in alcune aree della Cina. Si tratta della somma che la famiglia dello sposo offre a quella della sposa prima del matrimonio, come prova della volontà di costruire un’unione stabile.

Con il progetto di matrimonio ormai tramontato, Sun sostiene di avere diritto alla restituzione dell’importo. La causa è stata presentata nei confronti di Jing Tian, 38 anni, e dei suoi genitori; l’attrice è conosciuta anche dal pubblico internazionale per il ruolo nel film The Great Wall, nel quale ha recitato accanto a Matt Damon.

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Dalla maternità surrogata alla rottura

Prima della separazione, la coppia avrebbe valutato la possibilità di diventare genitori in California ricorrendo alla maternità surrogata. Il piano familiare, però, non sarebbe arrivato alla fase prevista e la relazione si sarebbe conclusa in modo improvviso.

A rendere il caso ancora più insolito è il ruolo attribuito all’intelligenza artificiale nel percorso che avrebbe portato alla rottura. La vicenda aggiunge così un nuovo capitolo alla figura pubblica di Sun, già noto per iniziative eccentriche nel mondo dell’arte e delle criptovalute.

Il miliardario aveva infatti acquistato per 6,2 milioni di dollari la banana fissata a una parete nell’opera di Maurizio Cattelan, arrivando poi a mangiarla. Ora la scena si è spostata in tribunale, dove il nodo principale riguarda la restituzione della dote e le conseguenze economiche della fine del rapporto.

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