7.000Lettori online ora
Attualità 2 min di lettura12 ore fa

Garlasco, il nodo dei pedali: cosa cambia nella nuova verifica del Dna

La Procura di Pavia riesamina la sequenza delle analisi sulla bicicletta di Alberto Stasi, mentre il consulente della famiglia Poggi contesta la lettura dei dati grezzi.

A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, la Procura di Pavia è chiamata a chiarire il significato di alcuni dati genetici relativi ai pedali della bicicletta di Alberto Stasi. La condanna dell’ex fidanzato della vittima è stata confermata dalla Cassazione nel 2015, ma oggi l’attenzione si concentra sulla sequenza temporale degli esami eseguiti nel 2007.

Il nuovo esame degli atti dovrà stabilire se il dato attribuito al 20 settembre corrisponda davvero a una controanalisi negativa successiva all’individuazione del DNA di Chiara oppure a una precedente prova tecnica, poi registrata o modificata in un momento diverso.


La lettura alternativa dei dati

Marzio Capra, genetista e consulente della famiglia Poggi sin dalle prime fasi dell’inchiesta, nega che siano esistiti due risultati negativi dopo la rilevazione della traccia genetica sui pedali. Contattato sull’argomento, sostiene che le controanalisi fossero note alle parti e già riportate nella documentazione del Ris di Parma del 2007.

Secondo Capra, l’equivoco deriverebbe dal modo in cui i file originali sono stati ordinati e consegnati agli inquirenti. I dati grezzi, spiega, non sarebbero stati catalogati in base al giorno in cui il campione era stato analizzato, ma secondo la data di modifica del relativo file.


Il punto contestato dalla difesa

La questione è tornata d’attualità dopo che la difesa di Stasi ha depositato una consulenza sulla gestione dei risultati. Il procuratore di Pavia Fabio Napoleone ha riferito che quel lavoro individua due esiti negativi datati 20 settembre 2007 e sostiene che tale elemento non sarebbe stato adeguatamente considerato nella precedente indagine.

Se questa ricostruzione fosse confermata, il risultato avrebbe potuto assumere rilievo per la posizione di Stasi già all’epoca. Il 24 settembre 2007, infatti, l’ex fidanzato di Chiara Poggi era stato sottoposto a fermo, misura che non venne convalidata.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

La prima analisi utile sui pedali, eseguita il 19 settembre 2007, aveva indicato la presenza del DNA della vittima con un grado di certezza definito dal consulente tecnico del pubblico ministero “oltre ogni ragionevole dubbio”. Il giorno seguente, secondo la tesi richiamata dalla difesa, sarebbero emersi due risultati incompatibili con quella conclusione.


La cronologia sotto esame

Capra offre però una spiegazione diversa per il dato del 20 settembre. Quella registrazione, a suo avviso, non riguarderebbe una nuova corsa effettuata dopo il risultato del 19 settembre, bensì un tentativo risalente al 10 settembre su un campione che non poteva essere letto perché inibito.

La stessa distinzione sarebbe stata indicata anche dal consulente della Procura Carlo Previderè. In termini pratici, il materiale recuperato dai pedali avrebbe richiesto ulteriori interventi tecnici prima di poter essere analizzato: il lavoro svolto nei giorni successivi avrebbe portato alla rilevazione della traccia genetica attribuita a Chiara.

Ora gli investigatori devono confrontare date, campioni, singole corse e modifiche dei file per ricostruire la successione effettiva delle operazioni. Il passaggio decisivo sarà capire se il riferimento al 20 settembre descriva una controanalisi negativa autonoma oppure una precedente analisi su materiale inutilizzabile, archiviata in seguito.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere