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Attualità 1 min di lettura3 giorni fa

Dora, il piano dei sacchi e il vuoto nella memoria

Secondo il legale, l’uomo coinvolto nell’omicidio di via Gulli non avrebbe ricordi dei giorni segnati dal consumo di crack e Lsd.

Il progetto, secondo quanto riferito dal legale, era portare i sacchi contenenti i resti della vittima fino alla Dora e liberarli nel fiume. Un dettaglio che aggiunge un possibile sviluppo alla ricostruzione dell’omicidio avvenuto in via Gulli.


Il piano per far sparire i resti

I sacchi avrebbero dovuto essere gettati nella Dora dopo che il corpo era stato smembrato. Il testo disponibile non fornisce ulteriori elementi sulle modalità con cui il piano sarebbe stato organizzato o eseguito.

La destinazione del fiume viene indicata come parte del tentativo di eliminare le tracce del delitto. Resta da chiarire, sulla base degli accertamenti, se il progetto sia stato portato a termine.

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La versione sulla memoria cancellata

Il legale sostiene che la persona assistita non ricordi quanto accaduto. La spiegazione fornita è legata a tre giorni di consumo di crack e Lsd, circostanza che avrebbe inciso sulla sua capacità di ricostruire gli eventi.

L’assenza di ricordi, riferita dalla difesa, rappresenta quindi uno degli elementi centrali della vicenda. Al momento, le informazioni disponibili non consentono di aggiungere dettagli sul contenuto dell’interrogatorio o sulle eventuali contestazioni formulate dagli investigatori.

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