Stasi, il bottino tecnologico valeva il 7,4% del Pil della Ddr
Uno studio misura l’impatto dello spionaggio industriale della Germania Est: più produttività e scambi nel blocco sovietico, ma meno stimoli a innovare in autonomia.
La Germania Est riuscì a migliorare sensibilmente ciò che già produceva grazie alle informazioni tecnologiche sottratte in Occidente. Il vantaggio, però, ebbe un prezzo: la scorciatoia dello spionaggio contribuì alla crescita, senza trasformarsi in una vera capacità di innovazione indipendente.
La crescita passava dalle reti industriali
Secondo una ricerca firmata da Albrecht Glitz, Adrian Lerche e Lukas Mergele, il materiale raccolto dalla Stasi avrebbe accresciuto del 3,2 per cento il valore aggiunto dell’industria della Ddr entro il 1988. Considerando anche le conseguenze sui fornitori e sui clienti delle imprese coinvolte, la stima sale al 22,3 per cento.
Poiché il comparto industriale pesava per circa un terzo sull’economia tedesco-orientale, gli autori arrivano a quantificare in 7,4 per cento l’incremento complessivo del Pil. Si tratta di una ricostruzione econometrica, non della misurazione diretta di una quota di prodotto interno generata dallo spionaggio: per questo il risultato va letto come una stima indicativa.
Il punto di partenza dell’analisi sono gli archivi dell’intelligence esterna della Stasi e i dati sulle aziende della Germania Est. Tra le fonti più dettagliate c’è SIRA, la banca dati elettronica della Hauptverwaltung Aufklärung, che raccoglie più di 180mila segnalazioni scientifiche e tecniche ottenute in Occidente dal 1970 al 1989.
Il vantaggio si vede nella produttività
Le informazioni registrate indicavano la data di acquisizione, il tramite utilizzato, il valore attribuito al contenuto e le imprese destinatarie. Incrociando questi elementi con i risultati di 144 Kombinate osservati tra il 1975 e il 1988, i ricercatori hanno distinto il materiale ritenuto realmente utile dalla grande quantità di documenti di scarso rilievo.
Per ridurre il rischio di confondere causa ed effetto, lo studio utilizza anche la rete di informatori già operativa alla fine degli anni Sessanta e sottopone i risultati a diverse verifiche. L’analisi indica che un aumento di un punto percentuale nel flusso annuo di informazioni è associato a circa 0,9 log point in più nella crescita del valore aggiunto e della produttività del lavoro.
Le imprese che ricevevano i contenuti più importanti aumentavano inoltre il capitale impiegato per lavoratore e il ricorso agli input intermedi. Non risultano, invece, cambiamenti rilevanti nella composizione della manodopera: il beneficio sembra quindi derivare soprattutto da un miglioramento tecnologico, non da una maggiore concentrazione su personale più qualificato.
La tecnologia acquisita non spingeva soprattutto verso prodotti inediti. Le aziende tendevano piuttosto a concentrarsi sulle merci principali, rendendo più efficiente la produzione già esistente e innalzandone la qualità. Non emergono effetti significativi sul numero totale delle linee, sull’apertura di nuovi comparti o sull’abbandono di quelli precedenti.
L’effetto domino nella rete produttiva
Il guadagno di una singola impresa si propagava lungo la filiera. Un’azienda più efficiente poteva acquistare maggiori quantità dai propri fornitori e mettere a disposizione dei clienti componenti o materiali migliori, generando conseguenze sia a monte sia a valle.
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Per misurare questa propagazione, gli autori hanno ricostruito la struttura produttiva della Ddr attraverso una matrice input-output del 1977, articolata in 118 gruppi di prodotti. Il moltiplicatore ottenuto è vicino a sette: è questo passaggio a spiegare la distanza tra il 3,2 per cento calcolato sul comparto industriale diretto e il 22,3 per cento comprensivo degli effetti di rete.
La ricerca quantifica anche un rendimento annuo di circa 330mila euro, rivalutati ai prezzi del 2020, per ciascuna informazione di intelligence. Anche questo dato dipende dalle ipotesi del modello e non equivale al valore contabile prodotto da ogni singolo documento.
La scorciatoia non crea innovatori
Il recupero tecnologico ebbe comunque confini precisi. Le esportazioni migliorarono soprattutto verso gli altri Paesi socialisti, con un ruolo rilevante dell’Unione Sovietica, mentre non si osserva un rafforzamento paragonabile della capacità di competere sui mercati occidentali.
Ancora più significativo è il rapporto con la ricerca interna. L’accesso ai materiali stranieri non appare complementare agli investimenti in ricerca e sviluppo delle imprese; alcuni risultati suggeriscono piuttosto un effetto sostitutivo. Dove arrivava più tecnologia dall’esterno, poteva diminuire lo stimolo a sviluppare conoscenze proprie, una tendenza coerente anche con i dati sui brevetti.
Lo spionaggio, dunque, consentiva di colmare parte della distanza dalla frontiera tecnologica, ma non eliminava il divario strutturale. La Ddr produceva meglio ciò che conosceva già, senza costruire necessariamente le competenze necessarie per innovare in modo autonomo.
Un’eredità oltre la riunificazione
L’impatto non sembra essersi esaurito con la fine della Germania Est. Nel confronto con i dati della Treuhand, l’agenzia incaricata di privatizzare le imprese dopo la riunificazione, le aziende che avevano ricevuto più informazioni risultano generalmente più solide durante il processo di privatizzazione.
Il risultato resta anche dopo l’esclusione del caso anomalo di Robotron. Per gli autori, questo suggerisce che il vantaggio non fosse legato soltanto ai singoli documenti trafugati: alcune imprese avevano accumulato una posizione più vicina alla frontiera tecnologica.
La vicenda non può essere trasferita senza modifiche alle economie attuali. La Ddr era un sistema pianificato, nel quale lo Stato controllava direttamente imprese, ricerca e trasferimento delle tecnologie. Il meccanismo individuato dallo studio, però, conserva una portata più ampia: l’accesso a conoscenze straniere può sostenere la crescita anche quando avviene illegalmente, ma appropriarsi dell’innovazione altrui non equivale a saperne produrre di propria.
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