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Attualità 1 min di lettura2 ore fa

Diritti sospesi per chi sfida l’Ue: la stretta nei prossimi ingressi

La Commissione propone nuove garanzie nei negoziati di adesione, fino alla possibile esclusione dal voto e a impegni temporanei sui futuri allargamenti.

La prospettiva di perdere il diritto di voto nel Consiglio potrebbe entrare tra le conseguenze previste per i nuovi membri dell’Unione europea che violino gravemente i principi comuni. La misura fa parte del progetto con cui la Commissione Ue intende preparare l’Unione a nuovi ingressi.


La sanzione più dura è sul voto

Nei casi di maggiore gravità, Bruxelles ipotizza la sospensione dei diritti di voto del Paese interessato all’interno del Consiglio. L’intervento scatterebbe davanti a condotte incompatibili con i valori fondamentali dell’Unione o con il dovere di cooperare lealmente.

Per rendere applicabile questa risposta, i futuri accordi di adesione dovrebbero contenere una clausola istituzionale dedicata. La Commissione parla di una “garanzia istituzionale specifica”, pensata per consentire all’Unione di reagire anche dopo l’ingresso di un nuovo Stato membro.

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Un impegno sugli allargamenti

Il pacchetto prevede anche una seconda novità legata ai rapporti tra il nuovo aderente e gli altri Paesi. Per un arco di tempo circoscritto, lo Stato potrebbe accettare di non impedire ulteriori ampliamenti dell’Unione quando alla base ci siano dispute bilaterali.

L’obiettivo è evitare che controversie tra singoli Paesi si trasformino in un ostacolo permanente al processo di adesione. Anche questo impegno verrebbe inserito nel quadro dei negoziati e dei futuri trattati, insieme alle garanzie sul rispetto dei valori europei.

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