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Attualità 2 min di lettura26 min fa

Difesa e atenei, l’accordo senza fondi né scadenze: chi c’è

Il documento firmato da Crosetto e Bernini crea una cornice per formazione, ricerca e industria, ma lascia ancora da definire corsi, risorse e tempi di attuazione.

Il punto più delicato dell’intesa tra Difesa e università è ciò che ancora non contiene: non sono previsti finanziamenti, calendari o percorsi didattici già definiti. Il documento firmato il 20 ottobre punta invece a costruire una collaborazione stabile tra istituzioni, atenei e imprese strategiche.

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Un’intesa ancora da rendere concreta

Guido Crosetto, ministro della Difesa, e Anna Maria Bernini, ministra dell’Università e della ricerca, hanno sottoscritto il documento a margine di un forum dedicato all’approvvigionamento militare e alla prospettiva nazionale di una difesa europea. L’obiettivo è collegare più strettamente formazione, ricerca e comparto industriale.

Il piano individua tre direzioni: approfondire lo studio delle procedure con cui si acquistano beni e servizi per la sicurezza, anche insieme agli altri Paesi europei; creare percorsi formativi sulla cultura della sicurezza; mettere in comune le competenze maturate per sostenere la costruzione di una difesa europea. Spetterà a iniziative successive trasformare questi indirizzi in attività definite.


La rete tra Stato, atenei e imprese

Nel progetto sono coinvolti lo Stato Maggiore della Difesa, la Direzione nazionale degli armamenti e il Centro alti studi per la difesa. Tra le università indicate figurano l’Università Cattolica del Sacro Cuore, il Politecnico di Torino e la Luiss.

La componente industriale comprende Leonardo, Fincantieri, Mbda, Rheinmetall, Argotec, Est Group ed e-GEos, società partecipata dall’Agenzia spaziale italiana e da Telespazio. Partecipano inoltre Aida, federazione delle imprese italiane attive nell’aerospazio, nella difesa e nella sicurezza, e Navigo, organizzazione toscana della filiera nautica.

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Dalla geopolitica alle tecnologie duali

L’accordo nasce da un percorso iniziato nel settembre 2025 con il primo forum sull’approvvigionamento della difesa. A sostegno di quel lavoro è stato pubblicato anche un volume di Rubbettino, dedicato ai cambiamenti dello scenario internazionale, alle lezioni della guerra in Ucraina e ai rischi che riguardano energia e catene logistiche.

Il libro esamina inoltre il rafforzamento delle capacità militari nei settori tradizionali, nello spazio e nella sicurezza informatica, raccogliendo gli interventi dei vertici di alcune importanti aziende del comparto. Il tema si intreccia con il dibattito sul ruolo della ricerca civile nelle attività legate alla difesa.

A maggio, il caso del Politecnico di Torino aveva riportato l’attenzione sulle partnership tra università e industria militare, oltre che sull’impiego di tecnologie utilizzabili sia in ambito civile sia militare. È su questo terreno che il nuovo documento cerca di intervenire, proponendo un rapporto più stretto tra accademia e imprese.

La verifica decisiva arriverà con i prossimi passaggi: senza programmi, risorse e date, il manifesto resta una cornice di cooperazione. La competizione tecnologica e le esigenze di sicurezza rendono però sempre più rilevante il contributo degli atenei allo sviluppo delle capacità italiane ed europee.

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