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Attualità 2 min di lettura22 min fa

Affitti brevi, la stretta passa dai controlli: 590mila casi censiti

Il ministero aggiorna i numeri della banca dati e convoca il settore per discutere regole, verifiche fiscali e tutela dell’offerta abitativa

Il confronto tra istituzioni e operatori dell’ospitalità entra nel vivo. Oggi, nella sede del dicastero di via di Villa Ada, il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi incontrerà i rappresentanti delle strutture alberghiere ed extralberghiere per discutere il futuro delle locazioni brevi e turistiche.

Mazzi ha spiegato che il tavolo dovrà «ascoltare le istanze delle parti interessate e individuare, se possibile, linee di intervento da armonizzare in modo condiviso». L’obiettivo indicato dal ministro è mettere allo stesso tavolo amministrazioni e operatori, con un’attenzione rivolta alla trasparenza, al contrasto dell’abusivismo e all’equilibrio tra le esigenze dei visitatori, dei proprietari e dei residenti.

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Il nodo abitativo arriva dall’Europa

Nel confronto rientra anche l’Affordable housing act, la proposta di regolamento presentata dalla Commissione europea il 9 settembre 2026. Il testo punta a offrire alle amministrazioni una base giuridica comune per contenere le locazioni turistiche nelle aree in cui la pressione abitativa è più elevata.

La posizione del ministero sul provvedimento è però fortemente critica. Mazzi lo ha descritto in più occasioni come una possibile minaccia per il ceto medio europeo, mentre il confronto nazionale dovrà tenere insieme la disponibilità di case per famiglie, studenti e giovani coppie e la protezione del comparto turistico.


La banca dati supera quota 590mila

Il quadro numerico del fenomeno emerge dalla Banca dati nazionale delle strutture ricettive: risultano censite 590.291 locazioni. Di queste, 506.296 dispongono già del Cin, il codice alfanumerico obbligatorio per identificare strutture ricettive, agriturismi e immobili destinati agli affitti brevi o turistici in Italia.

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Il dato è stato comunicato ieri da Mazzi durante il question time alla Camera, rispondendo a un’interrogazione presentata da Luana Zanella, capogruppo di Avs. La rilevazione ministeriale riguarda dunque una platea ampia e comprende le diverse categorie di immobili e attività ricettive sottoposte agli obblighi di registrazione.


Più strumenti contro il sommerso

Un ruolo centrale viene attribuito a Lens, funzionalità disponibile dal 2025 all’interno della banca dati. Secondo Mazzi, questo strumento consente agli uffici comunali, alla Guardia di Finanza e alla Polizia locale di controllare con maggiore efficacia sia le strutture sia gli annunci diffusi in rete.

Nel 2026, ha aggiunto il ministro, l’accesso al sistema è stato ampliato. Attraverso il Cin è così possibile verificare i flussi fiscali e le dichiarazioni dei redditi collegati alle locazioni brevi, con l’intento di far emergere l’attività non dichiarata e ridurre l’evasione.

Il confronto odierno dovrà quindi affrontare più questioni insieme: la regolarità degli annunci, la posizione dei proprietari, le richieste degli operatori e la necessità di preservare abitazioni per chi vive nei territori interessati. La linea indicata dal ministero mira a costruire un punto di equilibrio tra turismo, controlli e accesso alla casa.

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