Diesel e Russia, Trump congela il Graham Act prima del via
La sospensione arriva con un ordine esecutivo a pochi giorni dall’applicazione delle misure pensate per punire la Russia dopo l’invasione dell’Ucraina.
Il provvedimento avrebbe potuto rendere più difficile l’obiettivo della Casa Bianca di contenere il costo del diesel prima delle elezioni di metà mandato del 3 novembre. Per questo Donald Trump ha deciso di intervenire prima che le nuove misure diventassero operative.
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Lo stop arriva prima dell’entrata in vigore
Un ordine esecutivo firmato dal presidente degli Stati Uniti ha rinviato l’applicazione di sanzioni e dazi sulle esportazioni russe. Si tratta di alcune delle misure previste dal Lindsey Graham Act, che sarebbero dovute scattare a pochi giorni dalla decisione presidenziale.
Trump ha utilizzato una clausola di deroga contenuta nella stessa normativa per bloccare temporaneamente gli effetti più rilevanti del provvedimento. L’intervento riguarda quindi disposizioni già approvate e promulgate, non una nuova proposta ancora all’esame del Congresso.
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La legge nata contro la Russia
Il Lindsey Graham Act era stato promosso con l’obiettivo di colpire la Russia in risposta all’invasione dell’Ucraina. La norma aveva ricevuto una forte spinta dal senatore repubblicano Lindsey Graham, morto a luglio, pochi giorni dopo il rientro da Kiev.
La scelta della Casa Bianca si colloca così tra due esigenze: da una parte la pressione economica su Mosca prevista dalla legge, dall’altra il tentativo di evitare conseguenze sui prezzi del diesel alla vigilia del voto di metà mandato. Nel testo non viene indicata una nuova data per l’eventuale applicazione delle sanzioni e dei dazi sospesi.
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