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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Assunzioni e licenziamenti, l’ultima parola resta umana: cosa cambia

Per le imprese, il nuovo quadro sull’intelligenza artificiale non si esaurisce nella scelta del software: applicare correttamente le regole richiederà di coordinare disciplina del lavoro, tutela dei dati e obblighi di sicurezza.

Per le imprese, il nuovo quadro sull’intelligenza artificiale non si esaurisce nella scelta del software: applicare correttamente le regole richiederà di coordinare disciplina del lavoro, tutela dei dati e obblighi di sicurezza. Il mancato rispetto delle disposizioni può esporre le aziende alle sanzioni previste dalla normativa europea.

La direzione indicata dal legislatore è più protettiva per i lavoratori rispetto ai requisiti generali del regolamento europeo sull’intelligenza artificiale. I principi già fissati dalla legge sull’intelligenza artificiale del 2025 — sicurezza, trasparenza, rispetto della dignità e contrasto alle discriminazioni — vengono così tradotti in vincoli operativi.

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Le imprese devono governare il nuovo quadro

Il decreto legislativo n. 179/2026 dovrà essere applicato insieme alle norme già in vigore sul rapporto di lavoro e sulla protezione dei dati personali. Per le aziende, il punto critico sarà quindi definire procedure capaci di tenere insieme fonti diverse e di dimostrare come vengono utilizzati gli strumenti automatizzati.

La responsabilità non può essere aggirata attraverso una ratifica formale. Quando un algoritmo suggerisce una misura riguardante un dipendente, il soggetto chiamato a decidere deve avere autonomia reale, comprendere gli elementi disponibili e spiegare in modo adeguato la scelta compiuta.


Nessun algoritmo può sostituire il decisore

Il divieto riguarda le determinazioni che incidono sull’intero percorso professionale: dall’instaurazione del rapporto alle sue modifiche, fino alla cessazione. Rientrano nello stesso perimetro anche le sanzioni disciplinari e i giudizi sulla qualità o sull’efficienza della prestazione.

Un indicatore che descrive un lavoratore come scarsamente produttivo, per esempio, non può trasformarsi automaticamente in un provvedimento. Il responsabile deve esaminare il risultato del sistema, valutarne il significato nel caso concreto e poter scegliere anche una soluzione diversa; se questa garanzia manca, l’atto adottato in violazione delle regole è nullo.


Selezione, una distinzione importante

La normativa introduce tuttavia una precisazione sul reclutamento. Le attività di ricerca dei candidati e di selezione iniziale non vengono qualificate come determinazioni conclusive, anche quando un sistema automatizzato porta all’esclusione di una persona dalle fasi successive dei colloqui.

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Questa eccezione non elimina la necessità di rispettare gli altri obblighi applicabili, ma delimita il momento in cui deve intervenire una valutazione umana dotata di effettivo potere decisionale. La distinzione assume rilievo soprattutto nei processi di selezione gestiti attraverso grandi quantità di candidature.


Ritmi e sicurezza entrano nel documento rischi

L’intelligenza artificiale deve essere considerata anche quando modifica l’organizzazione del lavoro, la velocità delle attività o le modalità con cui il personale esegue le proprie mansioni. Lo stesso vale se il sistema può influire su scelte importanti per l’incolumità dei dipendenti.

In questi casi, l’impiego della tecnologia va inserito nella valutazione aziendale dei rischi. Un programma che distribuisce i turni o stabilisce il ritmo delle operazioni in un magazzino non può essere giudicato soltanto sulla base dell’aumento di efficienza: occorre verificare l’impatto sulla salute di chi lavora.


Formazione obbligatoria per chi usa i sistemi

I dipendenti devono ricevere informazioni sui pericoli specifici collegati alle macchine e agli strumenti impiegati durante l’attività. Alla comunicazione deve affiancarsi una preparazione adeguata, così che il personale sappia riconoscere i rischi e utilizzare correttamente le soluzioni adottate.

Il decreto entrerà in vigore il 23 ottobre, dopo la pubblicazione del provvedimento nella Gazzetta Ufficiale l’8 ottobre. Da quella data, le imprese dovranno verificare sia i processi decisionali affidati all’intelligenza artificiale sia gli effetti concreti che tali sistemi producono sull’organizzazione e sulla sicurezza del lavoro.

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