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Attualità 1 min di lettura52 min fa

Diesel e Russia, Trump congela la stretta: cosa cambia

Un ordine presidenziale rinvia sanzioni e dazi contro le esportazioni russe per evitare nuove pressioni sui prezzi del carburante prima del voto di metà mandato.

Il possibile aumento dei costi del diesel ha spinto Donald Trump a intervenire sulla stretta commerciale contro Mosca. A pochi giorni dalla sua applicazione, il presidente degli Stati Uniti ha sospeso le misure che avrebbero potuto rendere più difficile il contenimento dei prezzi in vista delle elezioni del 3 novembre.

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Il diesel al centro della scelta

La decisione è stata formalizzata con un ordine esecutivo. Il provvedimento mette temporaneamente in pausa sanzioni e dazi destinati a colpire le esportazioni della Russia, evitando che entrino in vigore secondo il calendario inizialmente previsto.

Secondo il quadro delineato, l’applicazione delle misure avrebbe complicato gli sforzi dell’amministrazione per ridurre il prezzo del diesel. Il tema assume particolare rilievo in vista delle elezioni di metà mandato, fissate per il 3 novembre.

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La deroga blocca la stretta

Trump ha fatto ricorso a una clausola di deroga contenuta nella legge denominata “Lindsey Graham Act”, da lui promulgata il mese scorso. La norma era stata sostenuta con forza dal senatore repubblicano Lindsey Graham per sanzionare la Russia dopo l’invasione dell’Ucraina.

Graham è morto a luglio, pochi giorni dopo il rientro da Kiev. La sospensione presidenziale interviene dunque prima dell’entrata in vigore delle penalizzazioni previste dalla legge e ne rinvia gli effetti sull’export russo.

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