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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Leone XIV non arretra: la tregua chiesta a Putin dall’ospedale

Dal decimo piano del Gemelli il pontefice ha contattato il presidente russo per sollecitare una pausa a Oleshky, nel cuore della crisi umanitaria ucraina.

La malattia non ha impedito a papa Leone XIV di intervenire su una delle emergenze più drammatiche della guerra in Ucraina. Ieri pomeriggio, dal decimo piano del policlinico Gemelli, il pontefice ha parlato al telefono con Vladimir Putin per chiedere una tregua destinata a Oleshky.

La città ucraina è sotto pressione da settimane e la situazione umanitaria ha richiesto una mobilitazione crescente. Il colloquio con il presidente russo mostra così la volontà del Papa di mantenere la pace al centro del suo pontificato, anche in una fase segnata dalla fragilità fisica.

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La richiesta partita dal Gemelli

Leone XIV ha rivolto a Putin un appello preciso: sospendere almeno temporaneamente le operazioni a Oleshky, dove l’assedio dell’esercito russo ha aggravato le condizioni della popolazione. La richiesta è arrivata mentre l’emergenza continua a richiamare l’attenzione internazionale.

Il luogo della conversazione restituisce anche il contesto personale del pontefice, ricoverato al policlinico Gemelli. Nonostante il momento delicato, il Papa ha scelto di utilizzare il confronto diretto con il leader russo per sostenere la necessità di una pausa nei combattimenti.

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Un pontificato ancora protagonista

Il colloquio ridimensiona l’immagine di un pontificato ormai indebolito dalla malattia. Dal suo appartamento ospedaliero, Leone XIV ha infatti assunto un’iniziativa su un dossier internazionale centrale, legando ancora una volta il proprio ruolo pubblico alla ricerca della pace.

L’intervento su Oleshky non cancella la gravità delle condizioni della città, ma segnala che il pontefice intende continuare a far sentire la propria voce. Anche dal Gemelli, il Papa ha quindi rivendicato la possibilità di incidere nel dibattito sulla guerra e sulle emergenze umanitarie.

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