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Attualità 3 min di lettura13 ore fa

Dieci ore tra due lutti: il dramma di Cibele e Maria

In Brasile una giovane donna e sua madre sono morte in ospedali diversi a poche ore di distanza, senza sapere che l’altra era già scomparsa.

Il dolore ha colpito la stessa famiglia due volte nell’arco di una notte. Cibele Marchis, 28 anni, e sua madre Maria Elisabete Nogueira, 56, sono morte in due strutture ospedaliere diverse del Brasile, separate da circa dieci ore: la figlia è deceduta giovedì intorno alle 16, mentre la madre si è spenta verso le 2 del mattino successivo, dopo essere stata sedata.

Nessuna delle due era stata informata della morte dell’altra. La famiglia ha poi celebrato un unico funerale, riunendo parenti e amici per l’ultimo saluto a madre e figlia.


Due diagnosi arrivate a un anno di distanza

La malattia di Cibele era stata individuata nel 2024. La giovane, che lavorava nel marketing digitale, aveva sviluppato una neoplasia alla ghiandola surrenale, una forma rara e particolarmente aggressiva di tumore.

Nel 2025 anche Maria aveva ricevuto una diagnosi molto grave. Si era rivolta al medico pensando di avere un problema alla cistifellea, ma gli accertamenti avevano rivelato un tumore al pancreas. Per questa patologia, la sopravvivenza a cinque anni si colloca tra l’11% e il 12%.


La ripresa di Cibele prima del nuovo crollo

A dicembre 2025 Cibele aveva attraversato una fase drammatica. Dopo operazioni e trattamenti chemioterapici, alcune infezioni avevano aggravato il quadro fino a far temere per la sua vita. Una parente ha ricordato che Maria aveva reagito pregando per la figlia: «Ha digiunato per 24 ore chiedendo un miracolo per sua figlia e Dio ha risposto. Le ha restituito la figlia».

Contro le aspettative, Cibele era riuscita a riprendersi ed era tornata a casa. Pur convivendo con le cicatrici e con una sacca per la colostomia, guardava con entusiasmo ai mesi che aveva davanti. Nel frattempo, però, la salute della madre continuava a peggiorare: il dolore era diventato così intenso da rendere necessario l’uso della morfina.


Le telefonate che hanno cambiato tutto

Maria era stata ricoverata il 17 settembre. Circa una settimana più tardi anche le condizioni della figlia avevano subito un brusco peggioramento. In famiglia nessuno immaginava che le due morti sarebbero arrivate quasi contemporaneamente.

Rowilson Leandro da Costa, cugino di Cibele, ha raccontato la sequenza delle comunicazioni ricevute: «Quando ho ricevuto la chiamata giovedì, tutti si aspettavano che riguardasse mia zia, non Cibele». Poco dopo è arrivata la notizia della morte di Maria, che il parente ha dovuto riferire al marito mentre l’uomo stava ancora affrontando la perdita della figlia.

Cibele era l’unica figlia della coppia. Il padre, rimasto senza moglie e senza figlia, si trova ora a dover tornare in una casa improvvisamente vuota. «Ha perso la sua famiglia. Tornare a casa e non trovare più nessuno… È triste, è dura», ha spiegato il cugino.


Un desiderio rimasto fino all’ultimo

Secondo Rowilson, madre e figlia avevano parlato più volte della paura di assistere alla morte dell’altra. «Nessuna delle due voleva vedere l’altra morire», ha ricordato, spiegando che ne discutevano sia con ironia sia con grande serietà. La sedazione ha fatto sì che Maria non sapesse della scomparsa di Cibele, mentre la figlia era già morta quando la madre si è spenta.

A marzo Cibele aveva pubblicato un filmato durante una terapia endovenosa e aveva accompagnato le immagini con una riflessione sulla fragilità della vita: «Finché il tuo unico problema sono i soldi, sii grato. Peggio è dover affrontare qualcosa che nemmeno tutto il denaro del mondo può risolvere». La sepoltura congiunta ha concluso la vicenda, permettendo alla famiglia di accompagnarle insieme nell’ultimo viaggio.

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