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Attualità 4 min di lettura2 ore fa

Diagnostica, la svolta dell’IA: il mercato può superare i 100 miliardi

Al Bracco Innovation Day 2026 esperti e professionisti hanno discusso il futuro dell’imaging, tra prevenzione precoce, intelligenza artificiale e terapie sempre più mirate.

La diagnostica per immagini si prepara a cambiare funzione: non soltanto individuare una malattia, ma contribuire a prevederne il rischio, orientare la scelta terapeutica e verificarne gli effetti. È questo il filo conduttore del Bracco Innovation Day 2026, appuntamento organizzato dal Gruppo Bracco il 6 ottobre al Mind di Milano, con la partecipazione di oltre 200 esperti e professionisti arrivati da diversi Paesi.

A spingere la trasformazione sono sia l’evoluzione tecnologica sia la crescente complessità dei bisogni sanitari. L’invecchiamento della popolazione e l’allungamento della vita rendono infatti centrale la capacità di prevenire, diagnosticare in anticipo e costruire percorsi di cura adeguati a condizioni sempre più articolate.


L’intelligenza artificiale accelera la crescita

Le dimensioni economiche del settore confermano la rapidità del cambiamento. Secondo Mordor Intelligence, il mercato mondiale della diagnostica per immagini supera oggi gli 82 miliardi di dollari e potrebbe arrivare a 102,56 miliardi entro il 2031. Ancora più marcata è la progressione dell’intelligenza artificiale applicata alla medicina: Grand View Research stima un valore di 2,5 miliardi di dollari nel 2026, destinato a salire fino a 20,2 miliardi nel 2033.

Durante l’incontro si è discusso dell’impatto di algoritmi, automazione e infrastrutture digitali sull’intero percorso diagnostico. Dalla raccolta delle immagini alla loro lettura, gli strumenti tecnologici possono fornire dati più accurati, agevolare le decisioni cliniche e rendere più efficienti le attività degli operatori, senza sostituire il ruolo del medico.

Diana Bracco, presidente e amministratrice delegata del Gruppo Bracco, ha invitato a governare il cambiamento anziché subirlo. «Il valore dell’imaging si sposterà dal vedere di più al comprendere meglio», ha affermato nel suo intervento di apertura, collegando questa direzione alla storia dell’azienda, fondata nel 1927, e alla sua ricerca di soluzioni utili soprattutto ai pazienti.


Dalla scoperta alla cura quotidiana

Una parte del confronto ha riguardato le condizioni necessarie per portare le innovazioni negli ospedali e negli altri luoghi di cura. Imaging molecolare e diagnostica avanzata devono passare attraverso la verifica delle evidenze scientifiche, le valutazioni delle autorità competenti e l’inserimento nei processi sanitari. Solo così è possibile misurarne l’effettivo valore e renderne sicuro l’impiego nella pratica quotidiana.

Il programma scientifico è stato aperto da Bertalan Meskó, direttore del Medical Futurist Institute di Budapest, con una relazione sul futuro dell’assistenza sanitaria. Al centro sono finiti la medicina predittiva, l’evoluzione del rapporto tra medico e paziente e gli scenari tecnologici e culturali destinati a caratterizzare il prossimo decennio.

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La discussione ha affrontato anche il rapporto tra prevenzione, innovazione e sostenibilità. Gli investimenti sanitari, infatti, producono spesso risultati nel lungo periodo: per valutarli non basta considerare la spesa iniziale, ma occorre analizzare gli effetti sulla salute e la capacità di utilizzare meglio le risorse. Tra le priorità indicate figurano le malattie oncologiche, cardiovascolari e neurodegenerative.


Diagnosi e terapia sempre più vicine

Ultrasuoni focalizzati, terapie con radioligandi e nuovi approcci terapeutici sono stati presentati come possibili strumenti per affrontare patologie ancora difficili da trattare. Il confronto ha evidenziato sia le prospettive offerte da queste soluzioni sia gli ostacoli da superare per integrarle nei percorsi clinici.

La direzione indicata dai partecipanti è quella di una maggiore integrazione tra diagnosi e trattamento. Le immagini possono aiutare a selezionare la terapia più adatta, controllarne l’efficacia e, in determinati casi, partecipare direttamente all’intervento terapeutico.

«La diagnostica e la terapia stanno convergendo dopo decenni trascorsi su binari distinti», ha spiegato Fulvio Renoldi Bracco, vicepresidente e amministratore delegato di Bracco Imaging. L’intelligenza artificiale, ha aggiunto, potrà rendere più rapido questo processo, mentre la decisione finale continuerà a spettare al medico, che dovrà disporre di informazioni affidabili nel momento in cui sono necessarie.


La sfida dell’accesso alle cure

Fabio Tedoldi, responsabile della ricerca e sviluppo globale di Bracco Imaging, ha sottolineato che il progresso scientifico deve procedere insieme alla possibilità concreta di raggiungere ogni paziente. La ricerca punta a strumenti diagnostici e terapie più precisi, ma la crescita dei bisogni di cura impone di affrontare anche il tema dell’accessibilità.

Nel suo intervento, il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha ricordato il ruolo della città come punto di incontro tra università, centri di ricerca, imprese, istituzioni e sistema sanitario. Secondo Sala, investire nella formazione, nella ricerca e nello sviluppo tecnologico è essenziale per costruire procedure di prevenzione, diagnosi e cura più accurate e capaci di rispondere alle necessità della popolazione.

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