Di Battista riappare dopo l’operazione: «Cuba mi ha salvato
Dopo il tumore cerebrale e l’intervento all’Avana, l’ex parlamentare ha raccontato la malattia e annunciato l’inizio delle terapie
Il legame con Cuba, per Alessandro Di Battista, è diventato ancora più personale dopo l’intervento subito per un tumore cerebrale. L’ex parlamentare ha raccontato di aver incontrato medici capaci e profondamente umani, pur lavorando in strutture segnate da gravi difficoltà: ospedali privi d’acqua, ambulanze con poco carburante e intere città senza illuminazione.
Nei suoi interventi ha attribuito la crisi dell’isola alle politiche degli Stati Uniti, citando anche le conseguenze dell’invasione della Baia dei Porci. Secondo Di Battista, Washington continuerebbe a esercitare una pressione «da mafiosi» sul popolo cubano. Ha inoltre fatto sapere che sul canale Scomode Verità continuerà a occuparsi di Cuba e Palestina.
Dalla sanità alla politica italiana
Durante il collegamento con «diMartedì», l’ex esponente del Movimento 5 Stelle ha affrontato anche alcuni temi dell’attualità nazionale. Tra gli argomenti discussi sono comparsi il limite alla presenza degli studenti stranieri nelle classi e le dichiarazioni di Vannacci.
A chi gli ha chiesto se stesse valutando un ritorno alle competizioni elettorali, Di Battista ha risposto: «Candidarmi alle politiche? Ora devo iniziare le cure, le terapie». La priorità indicata è dunque il percorso medico che dovrà seguire dopo l’operazione.
Il racconto dell’intervento a Cuba
La sua ricomparsa televisiva è arrivata dopo una lunga assenza legata alla degenza e alla convalescenza. Accolto da un applauso nello studio della trasmissione di La7, Di Battista ha spiegato di aver avuto un edema provocato da una formazione tumorale al cervello.
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L’operazione è stata eseguita a Cuba. «Mi hanno salvato la vita», ha detto, descrivendo l’intervento come molto sofisticato e sostenendo che tecnologie analoghe, in Italia, sarebbero state utilizzate decenni fa. Ha aggiunto di essere stato operato in un ospedale che, in quel momento, non disponeva nemmeno dell’acqua.
La testimonianza dall’ospedale
Nei giorni precedenti alla partecipazione televisiva, Di Battista aveva già condiviso alcuni dettagli della sua esperienza sull’isola, dove si trovava inizialmente per realizzare reportage. Nel racconto aveva definito la sanità cubana un’eccellenza e aveva espresso riconoscenza verso il personale dell’Hospital Clínico Quirúrgico Hermanos Ameijeiras.
Dalla stanza al diciannovesimo piano della struttura, ha ricordato di aver sperimentato direttamente la disponibilità e la competenza dei medici cubani. Il ritorno in televisione era stato anticipato con un messaggio sui social: avrebbe avuto «molte cose» da raccontare. Tra queste, anche le condizioni della popolazione, descritta come provata ma capace di resistere alle difficoltà.
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