Di Battista, il ritorno in diretta dopo l’operazione: cosa racconterà
L’ex deputato sarà ospite di Giovanni Floris su La7 dopo il malore e l’intervento a L’Avana, mentre sui social ha rilanciato il suo legame con Cuba.
Alessandro Di Battista si prepara a tornare in diretta televisiva dopo l’emergenza sanitaria che lo ha colpito a Cuba e il successivo intervento chirurgico. Martedì sera sarà ospite di Giovanni Floris a diMartedì, su La7: sarà la sua prima presenza in studio dopo il ricovero e la convalescenza.
Il rientro arriva dopo un messaggio registrato trasmesso dalla stessa trasmissione una settimana fa. In quell’occasione l’ex deputato aveva tranquillizzato il pubblico sulle proprie condizioni, anticipando l’intenzione di spiegare presto quanto accaduto e quali sarebbero stati i suoi prossimi impegni.
La prima diretta dopo il malore
Il problema di salute si era verificato alla fine di agosto, mentre Di Battista si trovava a Cuba per realizzare alcuni reportage destinati a Il Fatto Quotidiano e Loft Produzioni. L’operazione era stata eseguita a L’Avana da specialisti cubani insieme a un’équipe arrivata dal Policlinico Gemelli di Roma.
Quando il quadro clinico lo ha consentito, l’ex parlamentare è stato trasferito in Italia. Dopo alcuni giorni di recupero al Gemelli è stato dimesso e, lunedì sera, ha affidato a un lungo intervento pubblicato su Substack un primo aggiornamento sul suo stato di salute: «Sto molto meglio e ho voglia di ricominciare a fare quello che ho sempre fatto: scrivere e denunciare».
Il legame con Cuba resta centrale
Nel messaggio Di Battista ha ringraziato chi ha continuato a seguirlo durante le settimane più difficili e ha promesso di ricostruire nei prossimi giorni l’intera vicenda. Ha inoltre pubblicato una fotografia insieme ad alcuni dei medici cubani che lo hanno assistito, ribadendo il proprio riconoscimento nei confronti del sistema sanitario dell’isola.
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Il suo racconto è tornato anche sui motivi del viaggio a L’Avana. Di Battista ha ricordato il blocco statunitense contro Cuba, introdotto nel 1962, quando alla Casa Bianca c’era John Fitzgerald Kennedy, dopo il fallimento dell’invasione della Baia dei Porci organizzata dalla Cia contro il governo di Fidel Castro.
Le accuse contro gli Stati Uniti
Secondo l’ex deputato, a 64 anni da quei fatti gli Stati Uniti continuano a esercitare una pressione soffocante sulla popolazione cubana. Nel suo intervento ha definito drammatica la situazione dell’Avana e ha collegato la propria esperienza personale alle difficoltà più ampie vissute dal Paese.
Ha poi riferito che alcuni medici dell’isola gli avrebbero raccontato come numerosi medici palestinesi uccisi nella guerra si fossero formati proprio a Cuba. Dalla stanza al diciannovesimo piano dell’Hospital Clínico Quirúrgico Hermanos Ameijeiras, Di Battista ha descritto così il rapporto con i sanitari: «Non dimenticherò mai il loro affetto e la loro professionalità».
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