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Attualità 2 min di lettura53 min fa

Debito pubblico, l’Fmi avverte: il rinvio ora presenta il conto

Kristalina Georgieva indica tre sfide decisive per l’economia globale: intelligenza artificiale, costi dell’energia e conti pubblici sempre più appesantiti

La crescita mondiale si trova davanti a una fase di forte pressione, nella quale opportunità tecnologiche e nuovi rischi procedono insieme. Per Kristalina Georgieva, direttrice generale dell’Fmi, il risanamento dei conti non può essere ulteriormente posticipato, soprattutto nei Paesi avanzati che partono da livelli elevati di indebitamento.


Il debito restringe lo spazio dei governi

Shock energetici, inflazione e rendimenti più alti stanno trasferendo il peso delle difficoltà sulle politiche di bilancio. Gli esecutivi devono quindi prendere decisioni complesse per riportare il debito pubblico su un percorso sostenibile, mentre guerre e tensioni internazionali aumentano i costi per molte economie.

A essere più esposti sono anche gli Stati che dipendono dalle importazioni di combustibili fossili e non dispongono di risorse finanziarie sufficienti per assorbire nuovi rincari. In questo gruppo rientrano numerosi Paesi europei. Georgieva ha riassunto la sfida sostenendo che le prospettive future dipenderanno «dalla nostra capacità di affrontare con successo» tre fattori: la diffusione dell’intelligenza artificiale, il costo dell’energia e il debito pubblico ai massimi livelli.


La crescita passa dalla tecnologia

Le stime diffuse dall’Fmi a luglio indicavano un aumento del prodotto interno lordo mondiale del 3% nel 2026 e del 3,4% nel 2027. Entrambi i valori erano vicini alle proiezioni di aprile, ma restavano inferiori alla media del 3,5% registrata nel biennio 2024-2025.

Nel quadro delineato dalla direttrice generale, l’economia globale è sottoposta a spinte contrapposte: da una parte il rincaro dell’energia riduce l’offerta, dall’altra la domanda collegata all’intelligenza artificiale può produrre un effetto positivo. Le nuove tecnologie rappresentano già più di un decimo degli scambi internazionali di beni, considerando componenti fisici e prodotti collegati.

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Asia e grandi potenze in prima fila

I Paesi che controllano i passaggi principali della filiera dell’intelligenza artificiale potrebbero ottenere risultati di crescita più elevati. Stati Uniti, Cina e India stanno importando i componenti necessari e realizzando infrastrutture con l’obiettivo di diventare fornitori centrali del settore.

Accanto a loro figurano altre cinque economie tra le dieci più coinvolte nella partita tecnologica, per lo più asiatiche. La loro specializzazione comprende microprocessori avanzati, memorie, macchinari destinati alla produzione di componenti elettronici e robotica.


Il vertice atteso a Bangkok

Le considerazioni di Georgieva sono state pronunciate a Singapore il 7 ottobre, nel discorso che precede gli incontri annuali dell’Fmi e della Banca Mondiale. Le riunioni si terranno la settimana successiva a Bangkok e offriranno l’occasione per discutere l’andamento dei conti pubblici e dell’economia internazionale.

Per conoscere le nuove previsioni sulla crescita e l’eventuale revisione delle stime precedenti bisognerà attendere il rapporto dell’Fmi, atteso martedì 13. Nel frattempo, il messaggio della direttrice generale è netto: il consolidamento dei bilanci, in particolare nelle economie più indebitate, non può più essere lasciato a un momento successivo.

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