De Luca porta i sindaci verso Meloni
L’alleanza nata alla convention del 29 ottobre può incidere sul premio previsto dalla nuova legge elettorale
Cateno De Luca ha portato la sua rete di sindaci e amministratori nell’area di Giorgia Meloni. Il suo movimento, pur fermo a percentuali nazionali contenute, può diventare utile al centrodestra con le prossime elezioni politiche.
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L’accordo con il centrodestra
La scelta è stata formalizzata durante la convention romana conclusa il 29 ottobre. Sud chiama Nord si è federato con Sindaci d’Italia e ha accompagnato il progetto verso un’intesa con Meloni, sostenuta anche da un videomessaggio rivolto agli amministratori locali.
Ignazio La Russa ha accolto De Luca nella coalizione con parole nette: «Cateno, tu fai parte di questa squadra». Meloni ha definito i sindaci «eroi», mentre il leader siciliano ha rilanciato la richiesta di cancellare il limite dei mandati per i primi cittadini.
De Luca ha escluso l’ipotesi di entrare in un ministero e ha confermato di puntare alla presidenza della Regione Siciliana. L’accordo nazionale, però, gli consente di partecipare alle discussioni della coalizione che in Sicilia continua a contestare. La Russa ha rinviato il confronto sull’Isola a una fase successiva: prima le elezioni politiche, previste a maggio, poi le regionali di novembre.
La rete costruita nei Comuni
Il peso di De Luca non dipende soltanto dai risultati ottenuti alle urne. La sua carriera è iniziata a Fiumedinisi, paese di poco più di 1.200 abitanti, e si è sviluppata attraverso Santa Teresa di Riva e Messina, conquistata nel 2018 con il 65,28 per cento al ballottaggio senza eleggere consiglieri nelle sue liste.
Alle successive comunali messinesi, per sostenere Federico Basile, il movimento ha presentato 15 liste e 1.010 candidati, con età comprese tra 18 e 92 anni. Una struttura fondata su famiglie, amicizie, rapporti professionali e legami di quartiere, capace di trasformare molti candidati in altrettanti punti di raccolta del consenso.
De Luca ha cominciato giovanissimo nella Democrazia cristiana e a 18 anni gestiva un patronato. Il suo metodo politico si è formato tra pratiche, richieste personali e contatti diretti con gli elettori. Da sindaco di Messina ha inoltre costruito una forte notorietà nazionale con iniziative spettacolari, come i droni usati durante la pandemia per rimproverare chi usciva di casa.
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Il possibile peso dell’uno per cento
I numeri ottenuti finora sono ridotti, ma possono assumere un valore diverso con la nuova legge elettorale, lo Stabilicum, in vigore dal 24 ottobre. Il premio viene assegnato alla lista o alla coalizione che arriva prima in entrambe le Camere e supera il 42 per cento in ciascuna.
Nel calcolo della coalizione rientrano anche i voti delle formazioni che restano sotto la soglia di sbarramento. Sud chiama Nord aveva raggiunto lo 0,76 per cento alla Camera e lo 0,99 al Senato alle politiche del 2022; alle europee del 2024, la lista Libertà si era fermata all’1,22 per cento.
De Luca punta a superare il 3 per cento, ma l’interesse politico può emergere anche prima. Una rete di amministratori capace di mobilitare alcune migliaia di persone potrebbe contribuire al risultato della coalizione, soprattutto se la distanza tra i principali schieramenti fosse contenuta.
Il nodo delle alleanze siciliane
L’intesa con il centrodestra non cancella la contrapposizione di De Luca con Renato Schifani. A Roma il suo movimento sostiene l’area guidata da Meloni; in Sicilia continua a rivendicare autonomia e a preparare la partita per Palazzo d’Orléans.
Il passaggio dei voti non è automatico. Chi ha scelto De Luca per protestare contro il centrodestra potrebbe non seguirlo quando il suo consenso viene utilizzato per rafforzare la maggioranza nazionale. La scommessa riguarda proprio la solidità della sua rete: verificare quanti elettori seguano le sue indicazioni e quanti, invece, votino soprattutto il personaggio.
Alla convention il leader siciliano ha annunciato anche di aver offerto una candidatura parlamentare a Renzo Bossi, figlio di Umberto Bossi. In sala era presente Mario Borghezio. De Luca, che nel 2007 aveva protestato all’Assemblea regionale siciliana in mutande, con la bandiera dell’Isola e una coppola, ora può diventare uno degli alleati chiamati a sostenere Meloni alle politiche.
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