Corteo a Roma, protesta contro Meloni e il riarmo
Circa 100mila persone secondo gli organizzatori hanno chiesto salari più alti e misure contro il carovita
A Roma circa 100mila persone, secondo gli organizzatori, hanno partecipato al corteo contro il governo Meloni, la manovra e le politiche di riarmo. La mobilitazione è stata sostenuta dall’Usb e dai sindacati di base, con richieste di aumenti per salari e pensioni e interventi contro il carovita.
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I dubbi sull’alternativa
Tra i manifestanti non è emersa una fiducia netta nel centrosinistra. Il giudizio sul cosiddetto campo largo è stato espresso da più persone con parole simili: «Il campo largo? Non ci rappresenta».
Gli studenti dei collettivi hanno rivolto critiche anche al Partito democratico, ricordando le manganellate contro chi protestava durante i suoi governi. La distanza maggiore riguarda però le spese militari: una partecipante, mentre deponeva fiori su un cannone di cartapesta, ha spiegato che la contrarietà di Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra all’obiettivo del 5% del Pil sarà valutata sui provvedimenti concreti.
Le posizioni dei parlamentari
Al corteo erano presenti alcuni esponenti parlamentari del fronte progressista. Arturo Scotto, esponente del Partito democratico, ha detto di essere arrivato per ascoltare anche le contestazioni e ha respinto l’accusa di ambiguità sul riarmo, definendo chiara la linea sua, di Elly Schlein e del partito.
Anche il Movimento 5 Stelle ha partecipato alla manifestazione. Il capogruppo Riccardo Ricciardi ha rivendicato la contrarietà della sua formazione al riarmo, mentre Elisabetta Piccolotti, presente per Alleanza Verdi e Sinistra, ha collegato la riunione programmata dai leader progressisti alla necessità di raccogliere le richieste della piazza e accelerare sul programma.
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Il percorso e le contestazioni
I partecipanti sono partiti dalla zona della stazione Termini e hanno raggiunto il ministero dei Trasporti, per poi proseguire verso il Colosseo e i Fori imperiali. In quest’ultima area alcune persone si sono fermate per la notte, aderendo allo sciopero proclamato dall’Usb e dalle organizzazioni sindacali di base.
Durante il passaggio davanti al dicastero, il ministro Matteo Salvini è stato contestato per la comunicazione sulla legge Fornero e per le precettazioni dei lavoratori in sciopero. Cori e slogan hanno preso di mira anche la presidente del Consiglio e il suo esecutivo.
Mentre il corteo attraversava la Capitale, i leader del centrosinistra hanno deciso di convocare l’incontro sul programma, rinviato per mesi. Tra i partecipanti alla manifestazione, tuttavia, la valutazione sull’esistenza di un’alternativa concreta al governo è rimasta negativa: «Al momento una reale alternativa non la vediamo».
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