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Attualità 2 min di lettura1 ott

Dalla Terra alla Luna: Musk torna al fianco di Trump per la guerra futura

Il fondatore di SpaceX e Tesla guiderà con Luckey e Gingrich un gruppo incaricato di studiare nuove tecnologie e scenari militari entro 120 giorni.

Dal sottosuolo terrestre fino agli spazi oltre la Luna: è questo l’orizzonte affidato a Elon Musk dal Pentagono. L’imprenditore guiderà il «Project Meridian», iniziativa pensata per individuare come cambieranno i conflitti e quali strumenti serviranno alle forze armate statunitensi nei prossimi decenni.


Un ritorno dopo la rottura

L’incarico segna il riavvicinamento tra Musk e Donald Trump, dopo il rapporto interrotto al termine dell’esperienza del 2025 alla guida del Dipartimento per l’efficienza governativa, noto come Doge. La collaborazione si era chiusa con uno scontro pubblico tra il presidente degli Stati Uniti e il patron di SpaceX e Tesla, considerato l’uomo più ricco del mondo.

Nel nuovo progetto Musk non lavorerà da solo. Al suo fianco ci saranno Palmer Luckey, fondatore e amministratore delegato di Anduril, azienda attiva nelle tecnologie per la difesa, e Newt Gingrich, già presidente repubblicano della Camera dei rappresentanti. Il gruppo sarà sostenuto da specialisti di tecnologia avanzata e sicurezza nazionale e dovrà consegnare le prime proposte entro 120 giorni.


Il Pentagono guarda oltre i fronti tradizionali

Il piano è stato illustrato da Pete Hegseth e sarà seguito da Emil Michael, sottosegretario alla Difesa responsabile della ricerca e dell’ingegneria. L’obiettivo consiste nel selezionare, sviluppare e portare all’impiego operativo armi e sistemi destinati alle future generazioni di militari, senza escludere ambienti finora estranei alla pianificazione bellica, compresa la Luna.

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Hegseth ha indicato tra i settori decisivi l’intelligenza artificiale, i sistemi autonomi, le armi a energia diretta, la robotica e le biotecnologie. «I nuovi ambiti, i nuovi metodi di combattimento e l’evoluzione tecnologica cambieranno in profondità la natura della guerra», ha affermato il capo del Pentagono.


Droni e tecnologia cambiano le regole

Secondo la Difesa statunitense, la guerra russa contro l’Ucraina e il conflitto più recente tra Stati Uniti, Israele e Iran hanno messo in discussione un modello basato soprattutto su missili, carri armati, navi e aerei da combattimento. L’uso di droni dal costo relativamente contenuto, ma capaci di infliggere danni rilevanti, ha mostrato quanto il vantaggio tecnologico possa modificare il rapporto tra spesa e potenza militare.

Il Project Meridian dovrà quindi anticipare gli scenari operativi e collegare le proprie attività ai programmi di ricerca dello Stato maggiore congiunto e delle singole forze armate. La finalità dichiarata è impedire che gli Stati Uniti considerino permanente la propria superiorità militare e tecnologica, preparando invece risposte per ogni possibile teatro, «dal sottosuolo terrestre fino a oltre la Luna».

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