Dalla pedana alla Russia: Cassarà nuovo Ct tra medaglie e processi
L’ex fiorettista azzurro guiderà le nazionali russe dopo una carriera ricca di successi e due vicende giudiziarie, dalle quali si è sempre difeso proclamandosi innocente.
Andrea Cassarà riparte dalla Russia con un incarico alla guida delle squadre nazionali di fioretto, maschili e femminili. La Federazione russa ha affidato all’ex atleta italiano il ruolo di commissario tecnico, ufficializzando la nomina attraverso il proprio canale Telegram.
La nuova responsabilità arriva dopo una carriera ai vertici della scherma e in una fase segnata da due vicende giudiziarie. Cassarà, che ha sempre respinto le accuse, lavorerà ora con le rappresentative di Mosca con l’obiettivo di accompagnarle nei prossimi appuntamenti internazionali.
Un palmarès costruito in vent’anni
Da atleta, Cassarà ha raccolto tre medaglie olimpiche. Ad Atene 2004 vinse l’oro nella prova a squadre e il bronzo individuale, mentre a Londra 2012 salì nuovamente sul gradino più alto del podio con il gruppo azzurro.
Il suo bilancio comprende anche 5 titoli mondiali, uno dei quali conquistato individualmente, e 10 successi europei: 4 personali e 6 ottenuti nelle gare a squadre. Nel fioretto maschile detiene inoltre il primato di vittorie individuali in Coppa del Mondo, con 29 affermazioni.
Dopo i Giochi di Tokyo 2020, disputati nel 2021 a causa della pandemia, l’ex schermidore ha abbandonato l’attività agonistica. Alla base della scelta ci sarebbero stati i rapporti difficili con la Federazione Italiana Scherma.
La nomina arriva dopo le vicende giudiziarie
Il passato recente di Cassarà è stato accompagnato da due procedimenti. Il primo risale al 2007, quando a Cremona un ciclista lo denunciò per atti osceni in luogo pubblico: in primo grado arrivò l’assoluzione, mentre in appello il reato fu dichiarato estinto per prescrizione.
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Nel 2023 l’ex fiorettista è stato invece coinvolto in un’indagine per produzione di materiale pedopornografico. Secondo l’accusa, avrebbe cercato di riprendere alcune atlete minorenni negli spogliatoi del centro sportivo San Filippo di Brescia.
Cosa stabiliscono le sentenze
Nel procedimento bresciano il giudice dell’udienza preliminare ha escluso l’accusa di pedopornografia. Cassarà è stato tuttavia condannato in primo grado a 1 anno e 4 mesi per tentata interferenza illecita nella vita privata.
A marzo la pena è stata ridotta a un anno di reclusione, con l’aggiunta di una multa da 4 mila euro. In entrambe le vicende giudiziarie l’ex atleta ha negato ogni responsabilità e ha sostenuto la propria innocenza.
Nel messaggio con cui ha comunicato l’incarico, la Federazione russa ha rivolto a Cassarà gli auguri per il nuovo ruolo, auspicando risultati positivi alla guida delle due squadre di fioretto.
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