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Attualità 2 min di lettura6 ore fa

Crans-Montana, il dramma di Sofia e Francesca: «Pensavo di morire

A Verissimo le due ragazze hanno ripercorso la notte dell’incendio e il lungo cammino della riabilitazione dopo ustioni estese sul corpo.

Il ricordo dell’incendio al locale Le Constellation di Crans-Montana resta legato alla paura e a una lenta rinascita. Sofia Donadio e Francesca Nota, amiche e compagne di classe, hanno raccontato a Verissimo la notte del rogo avvenuto durante i festeggiamenti di Capodanno e i mesi trascorsi tra ospedale, operazioni e riabilitazione.

Le conseguenze fisiche sono state diverse: Sofia ha riportato ustioni sul 40% del corpo, mentre Francesca è stata colpita in modo ancora più esteso, con lesioni sul 70% della superficie corporea. Anche i tempi del recupero, proprio per la diversa gravità delle ferite, hanno seguito percorsi separati.


Il primo pensiero dopo il coma

Per Sofia, il legame con Francesca è rimasto un punto fermo fin dai primi momenti successivi all’incendio. Al risveglio dal coma ha chiesto subito dell’amica e, una volta fuori dal locale, ha continuato a pensare a lei. «Mi sono svegliata dal coma chiedendo di Francesca. Anche quando sono uscita dal Constellation, il mio primo pensiero è stata la Fra», ha ricordato durante la trasmissione.

Le due ragazze non potevano condividere la stessa stanza, ma in ospedale erano separate soltanto da una vetrata. Sofia riusciva così a intravedere Francesca, anche se soltanto in parte: «Vedevo soltanto il suo nasino». Quel contatto visivo, pur minimo, le permetteva di sapere che l’amica era lì e stava affrontando la stessa difficile fase.

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La riabilitazione ha avuto tempi diversi

Sofia è stata dimessa già a marzo. Tra i momenti più significativi del recupero ha indicato quello in cui è riuscita a rimanere in piedi senza aiuto e ha potuto stringere il fratello in un abbraccio. Per Francesca, invece, il ritorno alla mobilità è stato più lungo e segnato da continue pause.

La ragazza ha spiegato di essersi alzata per la prima volta proprio a marzo, quando Sofia lasciava l’ospedale, ma di non aver potuto proseguire senza interruzioni. Dopo gli interventi doveva restare a letto per circa dieci giorni; anche le medicazioni, in alcuni casi, le impedivano di muoversi. La camminata continuativa è arrivata soltanto alla fine di luglio, diversi mesi dopo l’amica.

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