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Attualità 1 min di lettura3 ore fa

Cortei, oltre 150 perquisizioni: la chat che riaccende l’allarme

La Polizia di Stato sta eseguendo controlli urgenti tra Milano, Monza e altre venti città dopo le violenze dello scorso fine settimana.

Una conversazione recuperata dal cellulare di una persona indagata per gli scontri del fine settimana avrebbe fatto emergere messaggi considerati minacciosi e indicazioni legate al corteo previsto oggi. Da questi elementi è partita una nuova operazione della Polizia di Stato, mentre a Milano cresce il timore di ulteriori tensioni in piazza.

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La chat al centro degli accertamenti

Gli investigatori hanno individuato la conversazione nel telefono di uno degli indagati per la guerriglia urbana dei giorni scorsi. Al suo interno sarebbero comparsi contenuti ritenuti minacciosi e riferimenti che potrebbero riguardare l’organizzazione della manifestazione odierna.

I controlli coinvolgono soprattutto studenti universitari, ma anche ragazzi delle scuole superiori e giovani di età ancora inferiore. Le perquisizioni domiciliari sono state disposte con carattere d’urgenza, a poche ore dall’appuntamento in programma a Milano.

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Controlli estesi a venti città

Sono più di 150 le perquisizioni avviate tra Milano e Monza. L’attività interessa inoltre altre venti città, situate principalmente in Lombardia, nell’ambito degli accertamenti sugli episodi violenti dello scorso fine settimana.

L’intervento arriva dunque prima di una nuova manifestazione, in un contesto segnato dai precedenti scontri. L’obiettivo degli accertamenti è verificare il contenuto dei messaggi e il possibile coinvolgimento delle persone raggiunte dalle perquisizioni nelle iniziative collegate al corteo.

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