Coppa Italia, il caso Lissone può cambiare i piani di Mediaset
La Serie A valuta nuovi fornitori per il Var e la regia delle partite: EiTowers rischia di perdere il centro di Lissone, mentre si apre un’incognita sui diritti della Coppa Italia.
Per Mediaset la partita della Serie A non riguarda soltanto la tecnologia televisiva. Se EiTowers dovesse uscire dal sistema produttivo del campionato, il gruppo potrebbe rivedere la propria posizione sulla prossima gara per la Coppa Italia, competizione che oggi vale 60 milioni di euro a stagione e i cui diritti scadranno nel 2027.
La Lega sta infatti ridisegnando l’elenco dei propri fornitori. Il centro Var di Lissone è al centro di una procedura che potrebbe ridimensionare il ruolo dello storico partner, mentre i vertici del calcio italiano stanno già cercando alternative per non arrivare impreparati ai prossimi passaggi.
Mediaset osserva la partita da vicino
Il rapporto con EiTowers ha un peso economico e d’immagine per il gruppo a cui appartiene Mediaset. Tra disponibilità degli spazi e servizi tecnici, l’accordo con la Serie A vale circa 15 milioni di euro ogni anno, ragione per cui un’eventuale rottura potrebbe avere conseguenze anche sul dossier dei diritti televisivi.
Nell’ultimo triennio Mediaset ha versato 60 milioni a stagione per la Coppa Italia. Una cifra particolarmente rilevante per le società più importanti, che arrivano con maggiore frequenza alle fasi finali e si dividono gran parte degli introiti. In Lega si sarebbe mosso anche Claudio Lotito, su sollecitazione di Forza Italia, ma il tentativo di mediazione non avrebbe prodotto risultati.
Le offerte mettono EiTowers in difficoltà
La Serie A ha messo a gara due attività distinte. La prima riguarda il trasferimento al centro Var dei segnali video, audio e dei dati raccolti negli stadi; la seconda comprende la realizzazione e l’installazione delle apparecchiature per una sala di controllo centralizzata. Quest’ultimo incarico ha un valore una tantum di 8,5 milioni di euro.
Per il primo incarico sarebbero arrivate quattro proposte, mentre per il secondo le candidature avrebbero raggiunto quota dieci. In nessuna delle due procedure l’offerta di EiTowers risulterebbe la più competitiva. Tra i possibili beneficiari figura NVP, già coinvolta nella produzione di alcune partite della Serie A e della competizione spagnola.
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Il precedente RaiWay e il nodo dei conti
L’ipotesi di un cambio di assetto si inserisce nel progetto di razionalizzazione dei fornitori avviato dalla Lega. Sullo sfondo c’è anche la possibilità, in futuro, di abbandonare Lissone per acquistare una nuova sede a Milano, idea emersa nel periodo in cui si valutava la fusione tra EiTowers e RaiWay, poi tramontata.
NVP, però, non presenta la stessa struttura finanziaria di EiTowers. Il suo ultimo bilancio evidenzia più di 60 milioni di debiti e riferisce di un accesso congiunto della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate, legato anche all’utilizzo di alcuni crediti d’imposta. Gli uffici fiscali avrebbero sollevato rilievi preliminari sia sulla spettanza sia sulle modalità di impiego dei crediti.
La Lega prepara il piano alternativo
EiTowers starebbe tentando di riaprire la trattativa per conservare l’intero incarico. La società sarebbe pronta a ridurre in modo significativo la propria richiesta e persino a rinunciare al canone di affitto, pur di evitare la perdita del contratto complessivo.
La Lega potrebbe valutare una soluzione diversa se il ribasso fosse abbastanza consistente. Mantenere fornitori e apparati già operativi eviterebbe costi e disagi legati alla sostituzione, un vantaggio che potrebbe spingere a rivedere l’esito della gara.
Intanto sarebbero stati avviati contatti con un operatore statunitense per valutare la trasmissione della Coppa Italia attraverso un’offerta a pagamento. Soltanto la finale deve essere garantita in chiaro: per le altre partite esiste quindi un margine di manovra più ampio. Con i diritti del campionato assegnati a Dazn fino al 2029 e quelli della Coppa Italia in scadenza nel 2027, il rapporto tra la Serie A, EiTowers e Mediaset resta ancora tutto da definire.
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