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Attualità 2 min di lettura59 min fa

Francia, scuole nel mirino: 65 feriti e oltre 100 edifici danneggiati

La mobilitazione degli studenti sfocia in scontri e incendi: migliaia di fermi, presidi aggrediti e un vertice dell’esecutivo per affrontare l’emergenza

«Difficile fermarli, la loro rabbia nasce da troppi motivi diversi, dal carovita a Gaza». Daniel Cohn-Bendit, ex protagonista del Sessantotto francese, ha descritto così le proteste degli studenti, mentre il bilancio degli incidenti continua ad aggravarsi in diverse città del Paese.


Genitori chiamati a pagare i danni

Il ministro della Giustizia Gérald Darmanin ha sollecitato i procuratori a perseguire anche la responsabilità civile dei genitori per i danni provocati dai figli durante i blocchi degli istituti. Intervenendo a Rtl, ha sostenuto che le famiglie dovrebbero «pagare le riparazioni» per i guasti e le devastazioni causati dalle proteste.

La mobilitazione ha prodotto circa duemila fermi e ha coinvolto numerosi licei. In più di cento strutture scolastiche, secondo il ministro dell’Istruzione Edouard Geffray, sono stati registrati danni gravi dall’inizio della settimana.


Presidi e personale tra i feriti

Il bilancio degli aggrediti comprende 65 dipendenti dell’Istruzione pubblica, tra i quali figurano 40 presidi. Geffray ha fornito i dati durante un’intervista a Bfmtv, spiegando che la situazione ha assunto dimensioni particolarmente pesanti in alcuni istituti.

A Marsiglia, in un liceo, il dirigente e alcuni collaboratori sarebbero stati assaliti e cosparsi di benzina. Nel frattempo, diverse scuole sono state incendiate e gli scontri con le forze dell’ordine hanno trasformato le manifestazioni in episodi di violenza urbana.

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Il governo prepara la risposta

Laurent Nunez, ministro dell’Interno, ha convocato prefetti, responsabili della polizia e della gendarmeria, oltre ai vertici dei servizi di intelligence. Dopo quella riunione ha dichiarato: «Un aggravamento della situazione che non ha più nulla a che vedere con la legittima espressione delle rivendicazioni degli studenti delle scuole superiori».

Il primo ministro Lecornu aveva già riunito a Matignon un tavolo di crisi, chiedendo ai ministri di rinunciare agli spostamenti e agli appuntamenti previsti. Nella giornata odierna Geffray incontrerà a Parigi le associazioni degli studenti e dei genitori per discutere della mobilitazione di massa avvenuta il giorno precedente.

Sul piano politico, esponenti dell’esecutivo e rappresentanti di Le Pen hanno accusato France Insoumise di Mélenchon di avere un ruolo nell’organizzazione delle sommosse. Le autorità devono ora gestire sia il ripristino della sicurezza sia le conseguenze dei danni subiti dagli istituti.

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