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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Consigliera Lombardi arrestata in Cisgiordania con 13 volontari

La Farnesina verifica il numero degli italiani fermati: il gruppo sarà trasferito verso Ben Gurion per l’espulsione

Quattordici volontari internazionali sono stati arrestati dalle autorità israeliane a Kafr Nìma, in Cisgiordania. Nel gruppo ci sono almeno quattro italiani, tra cui Giorgia Lombardi, consigliera comunale della Spezia e componente del Consiglio nazionale di Europa Verde.

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Le verifiche sugli italiani

La Farnesina ha comunicato di stare completando gli accertamenti sull’identità e sul numero dei cittadini italiani fermati. Il ministero degli Esteri sta inoltre lavorando per ottenere il rilascio di alcuni di loro.

Oltre a Lombardi, tra gli italiani presenti risultano gli attivisti Lorenzo Diofili, Aurora Valentini e Cosimo Dondini. Secondo le prime informazioni, nel gruppo ci sarebbero anche due giornalisti. I volontari si trovavano nel villaggio, a 23 chilometri da Ramallah, per sostenere gli agricoltori palestinesi durante la raccolta delle olive.

La notizia è stata portata all’attenzione del ministero da Angelo Bonelli. Il leader dei Verdi ha riferito di aver ricevuto un messaggio vocale da Lombardi, nel quale la consigliera descriveva un’aggressione contro alcuni palestinesi e contro i volontari internazionali. Secondo il suo racconto, dopo l’intervento dell’esercito e della polizia israeliana sarebbero stati fermati i volontari, mentre i coloni coinvolti nelle violenze non sarebbero stati arrestati.


Il trasferimento verso l’espulsione

Il gruppo è attualmente nella stazione di polizia di Modi’in Illit. Sabato 7 novembre i fermati dovrebbero essere trasferiti al centro dell’aeroporto Ben Gurion, dove partiranno le procedure di espulsione con i primi voli disponibili.

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Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, ha detto a margine degli Stati generali del garantismo di Forza Italia: «Non hanno fatto nulla, erano soltanto lì a fare attività agricola nella raccolta delle olive, speriamo che possano essere rimandati il prima possibile in Italia». Il ministro ha aggiunto che il caso è seguito dalla Farnesina.

Andrea Orlando, ex ministro della Giustizia ed esponente del Pd, ha chiesto al governo italiano una condanna netta e un’iniziativa diplomatica tempestiva. A suo giudizio, i cittadini fermati stavano aiutando i palestinesi e sono stati privati della libertà e dei passaporti.


Altri fermi durante la raccolta

L’episodio si aggiunge ad altri arresti di attivisti internazionali e palestinesi impegnati nella tradizionale raccolta delle olive in Cisgiordania. Due settimane fa, a Masafer Yatta, cinque attiviste erano state fermate e successivamente rimandate in Italia.

Poco prima erano stati trattenuti anche Manuel Tartarotti e il padre Alberto, entrambi originari di Bolzano. Dopo oltre un giorno di fermo, i due erano stati espulsi da Israele e avevano ricevuto un divieto di ingresso nel Paese della durata di dieci anni.

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