Compiti alle 21? Valditara riporta i prof al diario cartaceo
Il ministro chiede ai dirigenti scolastici di evitare consegne serali o nel fine settimana e di coordinare meglio verifiche e interrogazioni.
Le notifiche dei compiti arrivate a tarda sera, o addirittura nel fine settimana per il lunedì, diventano il punto di partenza di una stretta sulla gestione del lavoro scolastico. Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha chiesto ai dirigenti scolastici di invitare gli insegnanti a utilizzare il diario cartaceo, così che gli studenti conoscano gli impegni al termine delle lezioni.
La consegna deve arrivare in classe
La richiesta è contenuta in una nota inviata ai presidi dopo numerose segnalazioni da parte delle famiglie. Secondo quanto riferito dal ministro, alcuni compiti vengono comunicati sul registro elettronico alle 20 o alle 21, lasciando agli studenti poco tempo per organizzarsi e prepararsi.
«Al termine delle lezioni il ragazzo deve sapere quali sono i compiti per il giorno dopo o per i giorni successivi», ha affermato Valditara a margine di un incontro sugli istituti tecnici superiori organizzato da Confindustria Taranto. Il ministro ha aggiunto che non dovrebbe essere possibile assegnare attività il sabato o la domenica per il lunedì.
La scelta del diario di carta, nelle intenzioni del ministero, non riguarda soltanto la puntualità delle comunicazioni. Scrivere gli impegni durante la giornata dovrebbe aiutare gli alunni a sviluppare autonomia e senso di responsabilità, evitando che il registro elettronico diventi un canale per nuove consegne a ogni ora.
Più equilibrio tra compiti e verifiche
Nella nota viene richiamata anche la necessità di distribuire meglio il carico scolastico. L’obiettivo è scongiurare la concentrazione, nella stessa giornata, di troppe interrogazioni, esercitazioni e prove di verifica, una situazione che può rendere più difficile studiare con continuità.
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Per Valditara, una programmazione più ordinata consente agli studenti di gestire il lavoro con maggiore consapevolezza e protegge i tempi delle famiglie. Il ritorno al diario cartaceo viene quindi presentato come uno strumento per rendere più chiaro il calendario degli impegni, non come un semplice abbandono della tecnologia.
Gli studenti approvano la svolta
L’associazione studentesca Sbam, acronimo di Studenti di Buonsenso per l’Autonomia e il Merito, ha accolto positivamente l’indicazione ministeriale. In una nota, il gruppo ha sostenuto che fermare le comunicazioni nelle ore serali e nei fine settimana può ridurre l’ansia e favorire una gestione più sostenibile dello studio.
L’associazione ha condiviso anche l’idea di usare il diario di carta per rafforzare l’autonomia personale e la responsabilità degli studenti. Apprezzata, infine, la richiesta di evitare più verifiche nella stessa giornata: per Sbam, una pianificazione equilibrata permetterebbe di studiare con metodo e continuità, senza rinunciare all’impegno.
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