Cocaina nel capello di Beatrice: domani parlano le sorelle
Gli esami indicano un’esposizione continuativa della bambina alla cocaina; intanto le due sorelle saranno ascoltate in un’aula protetta nell’ambito dell’incidente probatorio.
Gli accertamenti sul capello di Beatrice Aiello, morta a due anni il 9 febbraio scorso a Perinaldo, hanno rilevato una presenza continuativa di cocaina da luglio 2025 fino al giorno del decesso. Per il medico legale Francesco Ventura, l’esposizione non sarebbe stata casuale: la sostanza potrebbe essere stata lasciata alla portata della bambina oppure somministrata direttamente da altre persone.
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Gli esami riaprono il nodo dell’esposizione
Le analisi hanno evidenziato anche contatti indiretti con la cannabis. Tra gli elementi raccolti dagli investigatori figura inoltre una fotografia recuperata dal telefono della madre, nella quale la piccola appare con uno spinello in bocca.
Il quadro tossicologico dovrà essere valutato insieme agli altri elementi dell’inchiesta. Al momento, le ipotesi indicate dal medico legale comprendono sia l’ingestione o l’inalazione di droga presente nell’abitazione sia una possibile somministrazione da parte di terzi.
Le sorelle saranno ascoltate in sicurezza
Domani, alle 11, nella Questura di Genova si svolgerà l’incidente probatorio destinato a raccogliere le dichiarazioni delle due sorelle di Beatrice, di 8 e 10 anni. Le bambine, che si trovano in una località protetta, saranno sentite in un ambiente predisposto per i minori, alla presenza del giudice per le indagini preliminari Massimiliano Botti e di alcune psicologhe.
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Per impedire contatti diretti con gli adulti coinvolti, le altre parti seguiranno l’audizione da un locale separato, collegato all’aula da uno specchio unidirezionale. La pm Veronica Meglio, i difensori e il padre biologico di Beatrice, detenuto per una vicenda distinta, saranno presenti in questa stanza; Emanuela Aiello ed Emanuel Iannuzzi assisteranno invece in videocollegamento.
Le domande non potranno essere rivolte direttamente alle minori, ma passeranno attraverso il giudice. Le due bambine avevano già parlato con gli inquirenti delle violenze che, secondo i loro racconti, si sarebbero ripetute nella casa di Perinaldo, spiegando anche di aver cercato senza successo di attirare l’attenzione della madre sulle condizioni della sorellina.
La madre e l’ex compagno sono stati arrestati con l’accusa di maltrattamenti aggravati dalla morte della bambina. L’audizione di domani servirà a cristallizzare le testimonianze delle sorelle nel procedimento, con modalità pensate per ridurre al minimo l’impatto del confronto con gli adulti presenti nell’indagine.
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