Sei anni e accuse pesanti: il caso della festa religiosa arriva al verdetto
A Casaluce il conflitto sull’organizzazione dei festeggiamenti per la Madonna ha coinvolto un ex maresciallo della Guardia di Finanza e un sacerdote, poi deceduto.
Il processo è ormai vicino alla conclusione e il pubblico ministero ha chiesto una condanna a sei anni per un ex maresciallo della Guardia di Finanza in pensione. L’uomo è accusato di stalking, estorsione e appropriazione indebita ai danni di un sacerdote di Casaluce, in provincia di Caserta, morto nell’agosto del 2025.
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La richiesta del pubblico ministero
Secondo la ricostruzione dell’accusa, la vicenda sarebbe nata dal contrasto sulla gestione dei festeggiamenti dedicati alla Madonna. L’imputato aveva avuto un incarico di presidente delegato del comitato organizzatore, ma proprio il suo ruolo è diventato uno dei punti centrali dello scontro con il parroco.
Nel corso del procedimento, il pm ha sostenuto che l’ex finanziere avrebbe esercitato pressioni e assunto comportamenti persecutori nei confronti del sacerdote. Tra le condotte contestate figurano l’affissione di manifesti critici e la presentazione di denunce ed esposti, dai quali erano scaturiti procedimenti poi archiviati.
La difesa discuterà durante l’udienza fissata per l’11 novembre. La pronuncia del tribunale è attesa subito dopo quella fase del dibattimento.
Lo scontro nato dal comitato
La frattura si è aperta all’inizio del 2022, quando il comitato per i festeggiamenti è stato cancellato dal registro dell’Agenzia delle Entrate. La decisione ha fatto esplodere il dissenso tra il sacerdote e l’imputato, che rivendicava un ruolo di vertice all’interno dell’organismo.
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La questione è approdata anche davanti al giudice civile. Nel giugno dello stesso anno è stato stabilito che il parroco poteva sciogliere il comitato e che l’ex maresciallo non ne era il presidente effettivo, bensì un delegato. Dopo quella decisione, stando alla prospettazione accusatoria, il rapporto tra i due si sarebbe ulteriormente deteriorato.
Le conseguenze per il sacerdote
Il sacerdote avrebbe accusato le conseguenze psicologiche del conflitto, con stati di ansia e depressione. Le sue condizioni lo avrebbero spinto ad allontanarsi per un periodo dalla parrocchia e a trovare ospitalità presso la sorella, a San Marcellino.
Nell’agosto del 2025 il parroco è morto a causa di un attacco cardiaco. Il processo dovrà ora stabilire la responsabilità dell’imputato rispetto alle accuse formulate dalla procura, mentre la richiesta di pena resta una valutazione dell’accusa in attesa della decisione dei giudici.
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