Caregiver, il film nato dagli smartphone che vuole cambiare le regole
Un progetto indipendente raccoglie brevi video girati dalle famiglie per raccontare la cura quotidiana e sostenere il riconoscimento giuridico, economico e previdenziale dei caregiver.
La scadenza per partecipare è fissata al 31 dicembre 2026, ma il lavoro è già iniziato: le famiglie che assistono persone con disabilità non autosufficienti possono inviare brevi video registrati con il cellulare. Da questi contributi nascerà “Ti resto Accanto (Storie di cura e amore)”, docufilm indipendente e senza fini di lucro ideato da Giulio Guerrieri.
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La quotidianità diventa racconto
L’iniziativa punta a mostrare il lato concreto dell’assistenza familiare, senza affidare la narrazione a osservatori esterni. Genitori, figli e conviventi che prestano cura potranno scegliere quali momenti filmare e quale materiale consegnare, mantenendo così il controllo sulla rappresentazione della propria esperienza.
Le clip dovranno durare al massimo 5 minuti ed essere girate in orizzontale. Non sono ammesse musiche aggiunte e la presenza dei volti sarà facoltativa; per mostrarli sarà necessario compilare le apposite autorizzazioni. “Sono loro i veri registi di se stessi, delle loro vite e delle loro storie”, spiega Guerrieri, sottolineando che la selezione dei filmati resterà legata alla volontà degli autori.
Il progetto nasce da EventiAvanti e APS PartyVolontario, con il sostegno e la collaborazione di CFU- Coordinamento Nazionale Caregiver Familiari Uniti. Il coordinamento ha promosso anche una raccolta firme sulla piattaforma IoScelgo per chiedere che l’attività di assistenza venga riconosciuta come lavoro: la petizione ha raggiunto quasi 13 mila adesioni.
Una battaglia oltre lo schermo
Guerrieri conosce direttamente il tema, perché da alcuni anni assiste i propri genitori. In precedenza aveva realizzato cortometraggi dedicati a questioni sociali, tra cui il contrasto all’illegalità e la memoria di figure come Peppino Impastato, Lea e Denise Garofalo.
Alla produzione collaborano professionisti del montaggio, della sceneggiatura, della progettazione sonora, della correzione del colore e della musica, insieme a una regia condivisa. Tra i nomi coinvolti figurano Lucia Vasini, Giorgio Centamore e Alessandro Cantarella. L’organizzazione dovrà anche evitare che le immagini vengano trasformate in retorica, ma senza cancellare situazioni autentiche solo perché possono apparire difficili o intime.
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Gli organizzatori descrivono l’opera come un tentativo di rendere visibile una realtà che coinvolge in Italia centinaia di migliaia di persone, soprattutto donne con più di 40 anni. Il progetto è sostenuto finora con risorse proprie, anche se in futuro potrebbe essere necessario ricorrere a contributi esterni.
Quando arriverà il docufilm
Le istruzioni per iscriversi e inviare i materiali sono disponibili sul sito tirestoaccanto.it. Dopo la chiusura della raccolta, prevista per il 31 dicembre 2026, seguiranno la visione dei filmati e il montaggio. Non esiste ancora una data ufficiale per la pubblicazione, ma Guerrieri immagina una possibile conclusione nella primavera dell’anno successivo, magari in coincidenza con maggio.
L’ambizione è portare il lavoro nei festival e nelle sale interessate alle produzioni indipendenti. È prevista anche la distribuzione gratuita alle scuole, accompagnata da proiezioni e incontri con caregiver di diverse regioni e province, in collaborazione con CFU- Coordinamento Nazionale Caregiver Familiari Uniti.
Il messaggio centrale riguarda il riconoscimento del caregiver familiare impegnato a tempo pieno come lavoratore, con garanzie economiche e previdenziali. Secondo i promotori, questi strumenti oggi non sono disponibili in Italia e il progetto vuole contribuire a rafforzare la richiesta di diritti e tutele, trasformando le testimonianze raccolte in una forma di partecipazione civile.
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