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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Cisgiordania, il piano di Katz: offensiva breve se scatta la guerra

Il ministro della Difesa israeliano evoca un possibile conflitto con l’Autorità palestinese mentre cresce l’allerta per il 7 ottobre e per le elezioni del 27 ottobre.

Una campagna militare rapida e intensa, con truppe di terra, aviazione e mezzi speciali, è lo scenario prospettato da Israel Katz nel caso in cui l’Autorità palestinese e i suoi apparati aprissero il fuoco contro coloni e soldati israeliani. Il piano comprenderebbe anche la distruzione di arsenali e infrastrutture, l’allontanamento di residenti e l’eliminazione o l’espulsione di esponenti di vertice.

Il ministro della Difesa ha indicato come riferimento le operazioni condotte a Gaza e in Libano. La prospettiva, esposta a pochi giorni dalle elezioni israeliane del 27 ottobre, riguarda la Cisgiordania e un possibile deterioramento dei rapporti con l’Autorità palestinese.


Katz prepara lo scenario peggiore

Secondo quanto riferito da Katz ai ministri, le forze armate israeliane devono essere pronte anche all’eventualità che i servizi di sicurezza palestinesi e Tanzim rivolgano le armi contro le truppe e i coloni, sia in Cisgiordania sia lungo le aree di confine. In quel caso, ha spiegato, Israele considererebbe l’azione una dichiarazione di guerra.

Il ministro ha sostenuto che le forze israeliane dispongono già di un piano operativo elaborato e approvato da lui e dal premier Benjamin Netanyahu. L’ipotesi comprende un’offensiva definita “breve e incisiva”, con interventi nelle città e nei campi profughi e una vasta operazione contro le strutture considerate terroristiche.


Timori per il giorno del 7 ottobre

L’allarme non riguarda soltanto la Cisgiordania. Il Consiglio per la sicurezza nazionale israeliano ha segnalato un “rischio elevato di tentativi di attacchi” contro cittadini israeliani all’estero in coincidenza con il terzo anniversario del massacro del 7 ottobre 2023.

Nel messaggio diffuso dall’ufficio del premier, il Consiglio ha indicato tra i possibili responsabili l’Iran, i gruppi alleati, Hamas e formazioni jihadiste internazionali. Agli israeliani è stato chiesto di evitare viaggi in Giordania, Qatar, Somaliland ed Egitto.

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Hamas guarda alle elezioni

A rafforzare la preoccupazione contribuiscono le valutazioni del capo dello Shin Bet, David Zini, secondo cui Hamas potrebbe tentare un attacco in prossimità del voto o subito dopo. Le elezioni sono in calendario il 27 ottobre e, secondo l’analisi israeliana, il movimento potrebbe cercare di sfruttare la fase elettorale per condizionare il risultato.

Netanyahu ha sostenuto che Hamas, indebolito sul piano militare, potrebbe tentare un’azione con le forze ancora disponibili. “Siamo pronti”, ha dichiarato il premier, aggiungendo che Israele intende impedire l’operazione e che, qualora Hamas commettesse questo errore, reagirebbe “con una forza schiacciante”.


Nuove minacce anche a Gaza

Israel Katz aveva inoltre riferito di informazioni riservate secondo cui Hamas potrebbe cercare di colpire le forze israeliane a Gaza proprio domani, nella ricorrenza del 7 ottobre. L’ipotesi si inserisce in un quadro di allerta più ampio, che comprende sia i territori palestinesi sia possibili obiettivi israeliani fuori dal Paese.

Le autorità israeliane stanno quindi valutando scenari distinti ma collegati: un attacco di Hamas legato alla scadenza simbolica e al voto, possibili violenze contro cittadini all’estero e, sul fronte della Cisgiordania, un eventuale confronto diretto con gli apparati dell’Autorità palestinese.

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