Cipria, il ritorno è virale: il segreto del viso perfetto senza filtri
Dalle fragranze rétro ai trucchi delle celebrità, la polvere viso torna protagonista grazie a formule invisibili, tecnologia e nuova ossessione social.
Il ritorno della cipria non si vede soltanto nei trucchi delle celebrità: ormai si sente anche nelle profumerie, dove le fragranze dalle note talcate conquistano spazio. Iris, violetta ed eliotropio costruiscono scie morbide e rassicuranti, associate a un’eleganza d’altri tempi. La polvere, insomma, non serve più soltanto a uniformare l’incarnato: diventa anche un’immagine olfattiva.
Il profumo di un ritorno inatteso
Le composizioni cipriate richiamano la sensazione del piumino che sfiora il viso e riportano in auge un gusto rétro, sofisticato ma non necessariamente antiquato. Il successo della cipria nel trucco ha così coinvolto anche l’alta profumeria, trasformando una vecchia memoria cosmetica in una tendenza contemporanea.
A spingere il fenomeno contribuiscono anche le interpreti più osservate dello spettacolo. Zendaya e Jodie Turner-Smith sono tra le sostenitrici delle formule in polvere: la loro truccatrice Sheika Daley le adopera per fissare i look destinati al tappeto rosso, mentre Gianpaolo Ceciliato preferisce texture molto leggere per Scarlett Johansson e Sarah Jessica Parker, pensate per resistere alle luci dei fotografi.
TikTok riscopre la polvere
Per lungo tempo la cipria è stata associata ai beauty case delle nonne, ai camerini d’epoca e ai rituali di bellezza del passato. Oggi, invece, è tornata al centro dell’attenzione grazie alla Generazione Z e ai video pubblicati su TikTok: viene apprezzata perché attenua la lucidità, rende meno visibili i pori e aiuta a definire i volumi del volto.
Il vecchio rischio dell’incarnato rigido e troppo carico non rappresenta più l’obiettivo. Le formulazioni attuali puntano a un aspetto simile a quello prodotto da un filtro digitale, ma senza l’uso del filtro stesso. A fare la differenza sono particelle più sottili e sistemi capaci di diffondere la luce senza creare l’effetto maschera visto in passato anche su attrici come Nicole Kidman e Angelina Jolie.
Dalla passerella alla vita reale
L’ultima Settimana della moda di Milano ha confermato la tendenza. Ermanno Scervino ha scelto OASI di Nouba, una cipria cotta pensata per un risultato naturale e leggermente sfocato; Armani, Gucci e Prada hanno invece inserito nei loro look prodotti delle rispettive linee di bellezza.
Nel trucco di Armani, i professionisti hanno lavorato con una polvere trasparente e luminosa, applicata a piccoli tocchi per ottenere il cosiddetto effetto Armani Glow, particolarmente evidente nel look di Levante. Prada ha seguito una strada più discreta: su una pelle quasi nuda, Prada Reset Rebalancing Setting Powder ha attenuato appena le differenze cromatiche, lasciando un risultato quasi impercettibile.
La curiosità per il prodotto si è manifestata anche durante la Milano Beauty Week, dal 16 al 20 settembre. A Palazzo Giureconsulti i visitatori hanno atteso in fila per osservare una ricostruzione del processo produttivo e vedere come nasce una cipria.
Una storia lunga tremila anni
La fabbricazione prende avvio dalla macinazione ad alta pressione delle polveri, lavorate in un impianto simile a un enorme frullatore fino a ottenere una miscela uniforme. Successivamente il composto viene pressato in un piccolo contenitore e una tela imprime il marchio sulla superficie. Alla fine della dimostrazione, ciascun partecipante ha ricevuto il proprio astuccio ancora fresco di lavorazione.
Il desiderio di schiarire il volto, però, ha radici molto più lontane. Nell’antico Egitto l’incarnato pallido indicava una condizione sociale elevata, perché suggeriva di non svolgere attività sotto il sole. A Roma si ricorreva alla biacca, un composto a base di carbonato di piombo dannoso per la pelle, mentre in Cina e in Giappone si preferivano polveri di riso o di perla, usate anche per il trucco delle geishe.
Nel Settecento l’incipriatura divenne un’abitudine pubblica e condivisa. A Versailles uomini e donne coprivano di amido profumato sia il volto sia le parrucche, spesso elaborate e imponenti; l’atmosfera di quell’epoca è stata ricreata anche nel film Marie Antoinette di Sofia Coppola.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Quando il ritocco uscì di casa
Il Novecento rese la cipria più pratica e portatile. Negli anni Venti comparvero confezioni dotate di specchietto e piumino, così il ritocco poté accompagnare le persone fuori dalla camera da letto: entrò nelle borsette, nei ristoranti e nella quotidianità.
Anche il cinema ha trasformato l’atto di incipriarsi il naso in un gesto pieno di sottintesi. In Colazione da Tiffany, del 1961, Holly Golightly, interpretata da Audrey Hepburn, usa la frase “Vado a incipriarmi il naso” come elegante pretesto per allontanarsi per qualche minuto. La stanza da bagno diventa così un luogo di strategia e corteggiamento, dove gli uomini arrivano persino a contribuire alle sue spese con 50 dollari.
In Pulp Fiction, del 1994, Mia Wallace, il personaggio di Uma Thurman, sfrutta invece quel pretesto per lasciare Vincent Vega da solo al tavolo del Jack Rabbit Slim’s. Nel corto The Powder Room, realizzato nel 2011 da Zoe Cassavetes per la serie Women’s Tales di Miu Miu, il bagno del Claridge’s di Londra assume un’altra funzione: le protagoniste lo trasformano in uno spazio riservato a confidenze e alleanze.
Formule invisibili e durata record
La versione contemporanea della cipria è molto più specializzata. Dior Forever On Set Powder combina acido ialuronico e due famiglie di particelle: quelle sferiche contribuiscono all’aspetto opaco, mentre quelle lamellari aiutano a creare un risultato levigato.
Charlotte Tilbury propone Airbrush Flawless Blur Loose Powder, basata su polveri micronizzate che disperdono la luce e fanno apparire più uniforme la superficie cutanea. Make Up For Ever Ultra HD Loose Powder, formulata con silice pura, è studiata per risultare poco visibile nelle riprese digitali e negli autoritratti.
Fenty Beauty Pro Filt’r Instant Retouch mira a evitare l’alone biancastro provocato dal flash sulle diverse carnagioni. Huda Beauty Ultra Snatched Easy Bake Duo punta invece su un volto più definito e opaco, mentre Kosas Cloud Set Loose Powder, arricchita con estratto di bambù, promette di mantenere il trucco fino a dodici ore.
Tra le preferenze della Generazione Z compare anche NYX Professional Makeup Wonder Snatch Lifting Setting Powder, con tè verde. I nomi ricercati dei prodotti evocano quasi formule alchemiche, ma dietro il linguaggio elaborato ci sono funzioni molto concrete: fissare, sfumare, attenuare e scolpire.
Dalla magia dei film al trucco quotidiano
La cipria è tornata anche perché ricorda la polvere incantata dei film fantastici. In Amori e Incantesimi 2, con Nicole Kidman e Sandra Bullock, uscito il 10 settembre, le nuvole di polvere magica riportano alla mente un desiderio semplice: avere davvero a disposizione una sostanza capace di cambiare l’aspetto in pochi istanti.
Quella sostanza esiste, anche se non compie incantesimi. Oggi può rendere meno evidente la lucidità, attenuare le discromie, prolungare la tenuta del trucco e ammorbidire visivamente la grana della pelle. Il suo nuovo successo nasce dall’incontro tra memoria, spettacolo e innovazione cosmetica.
Continua a leggere
7 ottobre, l’ex intelligence accusa Netanyahu: così Hamas è cresciuta
Danny Citrinowicz, per 25 anni nell’intelligence militare israeliana, ricostruisce gli errori di valutazione e il ruolo del premier nel rafforzamento di Hamas.
Tor Vergata, 90 milioni e 91 progetti: ora la sfida è farli durare
L’ateneo romano presenta i risultati dei programmi Pnrr e Pnc: 380 collaborazioni, nuove competenze e una rete da consolidare oltre la fine dei finanziamenti.
Psicologo a scuola, il corto circuito di Valditara: la proposta è leghista
Il ministro boccia l’obbligo di uno psicologo per tutti, mentre una proposta firmata dalla Lega prevede due ore mensili in ogni classe
Peste in Siberia, il caso scuote i rapporti Usa-Russia: Trump prepara il contatto con
Washington chiede spiegazioni sulla morte di una giovane ricercatrice e sollecita Mosca a rispettare gli obblighi internazionali di trasparenza sanitaria.