Ciclo e disagio, il peso invisibile che limita la vita delle donne
Una ricerca mostra quanto imbarazzo, paura e tabù condizionino quotidianità, relazioni e accesso all’aiuto durante le diverse fasi della vita femminile.
Paura di sporcarsi, timore dei cattivi odori e difficoltà a parlarne: per molte donne l’igiene intima non riguarda soltanto la salute fisica, ma incide anche sull’autostima, sulle relazioni e sulla partecipazione alla vita sociale. È il quadro emerso dal secondo episodio di «IntimaMente Noi», il videopodcast realizzato da Essity, dedicato al legame tra corpo, emozioni e benessere psicologico.
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Il disagio comincia dal rapporto con il corpo
L’indagine «Gli italiani, l’igiene personale e l’igiene intima», condotta da Essity insieme ad AstraRicerche, rileva che l’83,8% delle donne coinvolte ha sperimentato almeno una situazione di disagio durante il ciclo mestruale. Le preoccupazioni più frequenti sono la possibilità di macchiarsi, indicata dal 59,7%, la percezione di cattivi odori, segnalata dal 41,1%, e la vergogna per essersi sporcate in pubblico, salita al 39% tra le intervistate tra i 18 e i 29 anni, rispetto al 26% del totale.
A queste sensazioni si aggiungono gli effetti delle variazioni ormonali, che possono influenzare irritabilità, vulnerabilità, sensibilità emotiva e percezione di sé lungo l’intero arco della vita, dal menarca alla menopausa. Leni Marseglia, psicosessuologa intervenuta nel dibattito, ha sottolineato: «Siamo sempre tanto insicure nei confronti del nostro corpo ma perché?». Secondo la specialista, molte donne temono di avere un odore sgradito o un corpo non abbastanza piacevole anche subito dopo essersi lavate, condizionate da modelli culturali difficili da mettere in discussione.
Parlare resta difficile, anche quando serve
Il tema rimane spesso confinato alla sfera privata. Quando si sentono insicure, il 36,1% delle donne dichiara di non confidarsi con nessuno. Il partner è la figura a cui ci si rivolge più spesso, con il 28,9%; considerando anche genitori e fratelli, la quota dei familiari raggiunge il 40,9%. Gli amici arrivano al 22,2%, mentre il ricorso a medici e specialisti resta limitato al 14,5% complessivo.
Alessandra Lisco, Marketing Director Iberia & Italy di Essity, ha definito preoccupante il ricorso così ridotto agli specialisti, sia per gli aspetti fisiologici sia per quelli psicologici e sessuali. A suo avviso, davanti all’imbarazzo è importante cercare il dialogo e trovare uno spazio in cui esprimersi senza timore.
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Dall’intimità alla scuola e al lavoro
Le conseguenze non si fermano alla percezione del corpo. Per il 77,1% delle partecipanti, una scarsa igiene alimenta imbarazzo e vergogna nel comunicare; il 73,5% ritiene che renda più difficile lasciarsi andare, mentre il 69,3% segnala ripercussioni sulla relazione di coppia. Il 67,8% pensa inoltre che possa creare distanza dalla persona amata e il 63,5% che ostacoli l’espressione dei sentimenti.
Dolore, ansia anticipatoria e difficoltà pratiche possono pesare anche sulla presenza a scuola, sul lavoro e nella vita sociale: il 28,8% del campione ammette di incontrare problemi nella gestione dell’igiene quando ne ha bisogno. Diana De Marchi, presidente della commissione Pari Opportunità e Diritti Civili del Comune di Milano, ha osservato che la questione va considerata anche sotto il profilo dell’inclusione e delle pari opportunità.
Per De Marchi, servono ambienti capaci di consentire a tutte le persone di partecipare alle attività quotidiane senza ostacoli legati a condizioni fisiologiche o esigenze personali. Informazione sulla salute mestruale e ginecologica, confronto pubblico e contrasto dello stigma sono quindi indicati come strumenti per aiutare soprattutto le più giovani, ma non soltanto loro, a chiedere sostegno e a comunicare i propri bisogni.
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