Ciccone, quei 2,8 millesimi lasciano un dubbio: chiede il fotofinish
L’argento di Giulio Ciccone agli Europei resta legato a un arrivo deciso al fotofinish, con Remco Evenepoel avanti per una differenza quasi impercettibile.
Il risultato degli Europei di ciclismo non ha chiuso la discussione per Giulio Ciccone. L’azzurro ha conquistato l’argento alle spalle di Remco Evenepoel, ma continua a chiedere di poter esaminare l’immagine relativa al punto esatto della linea d’arrivo.
Il distacco ufficiale è stato di appena 0,0028 secondi, pari a 2,8 millesimi. Una misura così ridotta, sostiene il corridore italiano, rende indispensabile verificare con assoluta precisione il fotofinish utilizzato per assegnare il titolo.
Il dubbio nasce sulla linea d’arrivo
Ciccone ha riconosciuto senza esitazioni la prova del belga. Nel suo messaggio pubblicato sui social ha definito Evenepoel il più forte della gara, sottolineandone la capacità di interpretare e controllare una corsa complessa fino alla straordinaria volata conclusiva.
La sua perplessità riguarda esclusivamente il verdetto finale. «Ho riguardato centinaia di volte le immagini disponibili e, nelle riprese in cui la linea d’arrivo è visibile, continuo a vedere una dinamica che non riesco a conciliare con quel verdetto», ha scritto l’abruzzese.
Una volata decisa per millimetri
La situazione si è definita negli ultimi 300 metri. Ciccone era entrato per primo nell’ultima curva a destra e, dopo il sorpasso, aveva aperto rapidamente un margine di circa dieci metri, sembrato inizialmente sufficiente per difendere il successo.
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Evenepoel ha però continuato a recuperare terreno, riuscendo a passare davanti all’italiano proprio sul traguardo. Il titolo è così stato assegnato sulla base di una differenza infinitesimale, diventata il centro della contestazione sollevata dal corridore azzurro.
La richiesta ai commissari
Ciccone ha spiegato di aver già ricevuto dai commissari e dai tecnici federali chiarimenti sul metodo adottato per leggere il fotofinish. Non domanda quindi un’ulteriore illustrazione delle regole, ma vuole vedere l’immagine collegata senza ambiguità alla reale linea d’arrivo.
«Se un titolo europeo viene deciso per 2,8 millesimi di secondo, credo sia legittimo chiedere che proprio quel passaggio possa essere mostrato con la stessa precisione con cui è stato determinato il risultato», ha aggiunto. Nel suo carosello di tre fotografie ha inserito anche il fotofinish.
Il ciclista ha precisato di non voler sostituire la prova ufficiale con una ripresa televisiva e di non mettere in discussione né il valore di Evenepoel né la sua prestazione. La sua posizione, ha concluso, cambierebbe se gli venisse mostrata un’immagine inequivocabile: qualora confermasse il verdetto, non avrebbe altro da aggiungere.
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