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Attualità 2 min di lettura36 min fa

Christina Applegate, la diagnosi che non dà sollievo: «Sono peggiorata»

L’attrice ha scoperto che potrebbe non avere la sclerosi multipla, ma i sintomi restano e la costringono ancora a usare la sedia a rotelle.

La notizia che avrebbe dovuto rappresentare un sollievo ha lasciato Christina Applegate ancora più disorientata. L’attrice, che nel 2021 aveva raccontato pubblicamente di aver ricevuto una diagnosi di sclerosi multipla, deve continuare a convivere con difficoltà importanti senza conoscere l’origine dei suoi problemi di salute.

Nel podcast MeSsy, condotto insieme a Jamie Lynn Sigler, Applegate ha spiegato di non aver accolto con entusiasmo la comunicazione della sua dottoressa. Per lei, l’assenza della malattia non significa infatti un miglioramento: i sintomi durano da circa cinque anni e la situazione, secondo il suo racconto, è peggiorata.

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Una diagnosi che riapre ogni dubbio

A comunicare all’attrice il nuovo orientamento medico è stata Marwa Kaisey, professoressa associata del dipartimento di neurologia del Cedars-Sinai Medical Center. La specialista le avrebbe annunciato: «Congratulazioni, non hai la sclerosi multipla».

Quelle parole, però, non hanno prodotto l’effetto sperato. Applegate ha raccontato che le persone intorno a lei erano felici, mentre lei non riusciva a condividere quella reazione, perché la nuova valutazione non spiegava i disturbi che continua ad avere.

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I sintomi restano senza risposta

Durante la conversazione con Jamie Lynn Sigler, l’attrice ha sottolineato di dover ancora ricorrere alla sedia a rotelle. La revisione della diagnosi, dunque, non ha portato a un recupero delle sue condizioni fisiche né ha eliminato le difficoltà quotidiane.

«Non sono migliorata, Jamie! Anzi, sono peggiorata. Quindi sono tornata al punto di partenza, non so cosa mi stia succedendo», ha detto Applegate nel podcast. Ora dovrà ricominciare il percorso di accertamenti per individuare la causa dei sintomi.

Kaisey ha chiarito che casi di diagnosi errata di sclerosi multipla non sono insoliti. La ragione, ha spiegato, è che non esiste un unico esame capace di confermare da solo la presenza della malattia, rendendo necessario valutare più elementi clinici prima di arrivare a una conclusione.

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