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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Charlie vola in cabina: l’alano supera i 50 chili

Piêtra Luccas compra tre sedili per il cane, la cui presenza divide i passeggeri sui social

Charlie, un alano da assistenza di oltre 50 chili, ha viaggiato in cabina insieme all’influencer brasiliana Piêtra Luccas. I filmati del cane a bordo di un volo United Airlines hanno attirato numerosi commenti sui social.

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Tre posti per il viaggio

Prima della partenza, un assistente di volo ha riferito a Luccas di aver consultato i passeggeri seduti nelle file vicine. Le persone coinvolte, secondo quanto raccontato dall’influencer, avevano accettato di condividere il viaggio con l’animale.

Per garantire maggiore spazio a Charlie e ridurre i possibili disagi, Luccas ha spiegato di acquistare tre posti quando vola con lui. L’alano indossa una pettorina che ne indica il ruolo di cane da assistenza e chiede agli altri passeggeri di non accarezzarlo mentre è impegnato nel suo lavoro.


I commenti dei passeggeri

Nei video Charlie appare tranquillo, ma anche curioso: si avvicina alle persone, le annusa e finisce per attirare inevitabilmente gli sguardi. La sua presenza ha diviso gli utenti tra chi considera eccessive le dimensioni del cane per la cabina e chi solleva dubbi legati ad allergie e sicurezza.

Alcuni commentatori hanno messo in discussione anche la qualifica dell’animale, ipotizzando che la proprietaria possa cercare visibilità. Un utente, con tono ironico, ha scritto: «Presenterei sicuramente un reclamo alla compagnia aerea. È inaccettabile. Come sarebbe a dire che il cane sta seduto accanto a me e io non posso accarezzarlo?»

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Altri hanno ricordato che, se l’animale è realmente addestrato e riconosciuto dalla compagnia, la sua presenza è consentita. Tra le osservazioni è comparsa anche la richiesta di controlli più severi, perché secondo un altro utente «i certificati si possono comprare online».


Cosa prevedono le regole Usa

Negli Stati Uniti il Dipartimento dei Trasporti considera cane da assistenza soltanto un animale addestrato individualmente per svolgere compiti destinati ad aiutare una persona con disabilità. Un semplice giubbotto non è sufficiente e il supporto emotivo, da solo, non attribuisce la stessa qualifica.

Le compagnie aeree possono chiedere documenti riguardanti salute, comportamento e addestramento. Possono inoltre negare l’imbarco quando il cane non può essere collocato in sicurezza, costituisce un pericolo o provoca disturbo agli altri viaggiatori.

La razza, invece, non può essere l’unico motivo per escludere un cane riconosciuto come animale da assistenza: la valutazione deve concentrarsi sul singolo esemplare e sul suo comportamento. A bordo non è comunque consentito ostruire il corridoio o le uscite di emergenza. Nei filmati condivisi online, Charlie appare calmo e si muove tra i sedili senza mostrare difficoltà.

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