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Attualità 4 min di lettura53 min fa

Schlein può battere Meloni, Bettini apre a Conte e Renzi

L’esponente di Rinascita valuta anche Conte, Renzi e Calenda e difende l’allargamento dell’alleanza progressista a Roma

Goffredo Bettini ritiene che Elly Schlein abbia le possibilità di battere Giorgia Meloni alle prossime elezioni politiche.

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L’Europa e la guerra

Bettini ha criticato la risposta dell’Unione europea alle crisi internazionali, giudicandola tardiva e priva di una linea politica abbastanza chiara. Secondo l’esponente di Rinascita, Bruxelles avrebbe dovuto sostenere l’Ucraina con gli aiuti militari e, allo stesso tempo, chiedere subito l’apertura di un percorso di pace.

Sulla guerra, la sua posizione resta contraria a un conflitto senza fine. Bettini considera incoerente continuare a inviare armi mantenendo una postura europea esclusivamente bellicosa e ha chiesto un cambio di orientamento, anche attraverso l’invio di un rappresentante dell’Unione.


Gualtieri tra Roma ed Europa

Nel corso dell’intervista Bettini ha difeso il lavoro svolto da Roberto Gualtieri, sia come sindaco di Roma sia durante la sua esperienza nelle istituzioni europee e al ministero dell’Economia. Ha ricordato che, quando Gualtieri si candidò alle elezioni europee, Mario Draghi lo contattò per raccomandarsi che non restasse indietro nel voto di preferenza, segno della considerazione maturata nei suoi confronti.

A giudizio di Bettini, Gualtieri ha inoltre superato la precedente riservatezza. La partecipazione sul palco del Circo Massimo con Jovanotti e la chitarra, ha osservato, dimostra la capacità del sindaco di mostrarsi più vicino alla sensibilità dei cittadini.


Schlein e la corsa a Palazzo Chigi

Parlando del possibile confronto con Meloni, Bettini ha detto: «Schlein ha tutte le possibilità di vincere contro la Meloni». La segretaria del Partito democratico, ha spiegato, guida una forza politica ampia e ha contribuito a rilanciarla.

L’esponente politico non comprende quindi la presunta preferenza di Meloni per Schlein come avversaria. Giuseppe Conte, ha aggiunto, dirige un movimento più piccolo ma può contare su un profilo di governo maturato durante gli anni alla guida dell’esecutivo, anche nella gestione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e dell’emergenza Covid.

Bettini ha però invitato il centrosinistra a non sottovalutare la presidente del Consiglio. Meloni viene descritta come una donna combattiva, capace di costruire da sola il proprio percorso e di mostrare determinazione anche maggiore rispetto agli uomini del suo governo. La destra, pur avendo commesso errori e prodotto risultati giudicati insufficienti, avrebbe mantenuto una presenza radicata nella società italiana.


Primarie e alleanze

Secondo Bettini, l’intesa tra i partiti del centrosinistra porterà alle primarie. La consultazione, a suo avviso, dovrebbe essere organizzata rapidamente, perché il vincitore dovrà avere tempo per diventare il candidato riconosciuto da tutta la coalizione. La competizione potrebbe essere tesa e accompagnata da contrasti interni.

Bettini non ha indicato quale candidato sosterrà. Ha spiegato che Rinascita intende offrire idee e proposte all’intera alleanza, senza schierarsi pubblicamente per Schlein o Conte.

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Sul coinvolgimento di Matteo Renzi, l’esponente politico ha parlato di un’esclusione che sarebbe «un grande errore politico», perché renderebbe il progetto più chiuso e meno inclusivo. Diverso, secondo lui, il caso di Carlo Calenda: la sua lunga opposizione al centrosinistra renderebbe incoerente un ingresso nella coalizione, mentre lo stesso Calenda non avrebbe intenzione di rinunciare alla propria linea.

Bettini ha ridimensionato anche l’ipotesi di una candidatura di Gualtieri avanzata da Conte. A suo dire, Conte si sarebbe limitato a dichiararsi disponibile a valutare un passo indietro, senza proporre direttamente il sindaco di Roma. L’autorevolezza di Gualtieri, costruita nella capitale e in Europa, resta comunque riconosciuta.


Il progetto politico

A proposito dell’allargamento del centrosinistra, Bettini ha ricordato il ruolo avuto da Alessandro Onorato, indicato come una personalità capace di interpretare un progetto fondato sull’unione tra culture diverse. La sua tesi è che la sinistra, da sola, non riesca a vincere.

Per questo ha richiamato anche la candidatura di Francesco Rutelli a Roma, sostenendo che la forza della sinistra cittadina non sarebbe bastata senza un’apertura verso componenti liberali, civiche e socialiste. Oggi, ha spiegato, quell’area più ampia dovrebbe essere ricostruita attorno al centrosinistra.

Bettini ha respinto l’immagine di una figura che opera soltanto dietro le quinte. Ha sostenuto di esprimere pubblicamente le proprie idee, anche assumendosi i costi delle proprie posizioni, e di non avere mai cercato incarichi personali. Il suo obiettivo, ha detto, è contribuire alla costruzione di progetti politici e lavorare per un’alleanza larga.


Rinascita e le amministrative

Rinascita è stata presentata come uno spazio nato per riavvicinare politica, cultura e società. Bettini ha ricordato la rivista fondata da Palmiro Togliatti nel 1944, sottolineando però che l’iniziativa attuale opera in condizioni molto diverse. A suo giudizio, la politica si è impoverita mentre la cultura si è frammentata in ambiti troppo specializzati.

Sul governo della capitale, Bettini si è detto favorevole a un ulteriore ampliamento del sostegno a Gualtieri. Ha descritto l’amministrazione come attenta all’ascolto e ha invitato a trattare con cautela i rapporti con il Movimento 5 Stelle di Roma, dopo anni di contrapposizioni. La politica, ha osservato, non richiede sempre forza: in alcuni passaggi servono tatto e pazienza.

Per le elezioni di Milano, Bettini non ha preso posizione tra Pierfrancesco Majorino e Alberto Calabresi, spiegando di non conoscere abbastanza le dinamiche locali. Ha però ricordato il rapporto con Stefano Boeri e l’esperienza di Campo Democratico, indicando nella borghesia milanese, più organizzata e politicamente consapevole di quella romana, un interlocutore decisivo per chi vuole vincere.

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