Caso Garlasco, la Procura chiude l’inchiesta su Sempio: cosa può accadere ora
Nuovi accertamenti sull’impronta, sulle scarpe e sulla dinamica della morte riaprono interrogativi, mentre la difesa di Stasi valuta la revisione della condanna definitiva.
La Procura di Pavia ha notificato ad Andrea Sempio il nuovo avviso di conclusione delle indagini per l’omicidio aggravato di Chiara Poggi. Gli ultimi accertamenti non modificano soltanto il quadro investigativo sull’impronta rinvenuta nella villetta di Garlasco, ma riportano al centro anche la posizione di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni.
La chiusura dell’inchiesta non equivale ancora a una richiesta di processo. Prima di decidere, i magistrati dovranno esaminare le memorie, i documenti e le eventuali richieste istruttorie che le difese potranno presentare.
Le tracce che coinvolgono Sempio
Secondo gli investigatori, l’impronta numero 33, individuata sul muro della scala accanto al corpo di Chiara Poggi, resta compatibile con Andrea Sempio. Le nuove valutazioni aggiungono che non è possibile escludere la presenza di sangue sulle mani della persona che aveva toccato quella superficie.
Gli esami sulle calzature non hanno inoltre evidenziato un’incompatibilità tra il piede di Sempio e la traccia lasciata dall’assassino. Il reperto è riconducibile a una scarpa Frau numero 42, misura ritenuta compatibile con quella dell’indagato. I legali della famiglia Poggi contestano però questa conclusione e sostengono che si tratti di un’ipotesi soltanto astratta.
La nuova lettura delle ferite
Le consulenze affidate a Cristina Cattaneo e all’anatomopatologo Biagio Eugenio Leone delineano una possibile sequenza diversa da quella di un’aggressione conclusa immediatamente con la morte. Chiara Poggi, secondo gli esperti, potrebbe essersi difesa e avere riportato alcune lesioni durante una colluttazione prolungata.
Gli specialisti collocano l’intervallo tra la produzione delle ferite letali e il decesso in almeno 15-30 minuti. Non viene però esclusa una sopravvivenza più lunga, fino a circa 60 minuti. La consulenza parla quindi di lesioni non necessariamente inflitte subito prima della morte.
Il nodo delle analisi su Stasi
Nel fascicolo è stata acquisita anche una consulenza presentata dalla difesa di Alberto Stasi. Il documento sostiene che due contro-analisi eseguite il 20 settembre 2007 sul campione prelevato dai pedali della bicicletta, dove era stato individuato il DNA di Chiara, avessero dato esito totalmente negativo.
Secondo i legali di Stasi, quei risultati avrebbero potuto scagionarlo già allora. La Procura precisa tuttavia di non avere trovato traccia di tali verifiche negli atti del procedimento celebrato a carico dell’ex fidanzato della vittima. Nel frattempo, la difesa di Stasi si prepara a valutare una richiesta di revisione della condanna.
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La Procura chiarisce anche che nessuna domanda formale per proporre la revisione è stata finora presentata al procuratore generale. Gli approfondimenti sul caso erano stati comunque illustrati lo scorso maggio dal procuratore di Pavia Fabio Napoleone alla procuratrice generale di Milano Francesca Nanni.
Perizia psichiatrica ancora sospesa
Non è stato possibile completare la valutazione sulla capacità di intendere e di volere di Sempio. Il consulente Roberto Catanesi ha ritenuto indispensabile sottoporre l’indagato a un esame clinico diretto, ma Sempio ha rifiutato di partecipare alla visita.
Il professionista ha quindi comunicato di non disporre di elementi sufficienti per rispondere in modo adeguatamente motivato ai quesiti della Procura. Gli accertamenti psichiatrici restano così sospesi, senza una conclusione sulla capacità dell’indagato al momento del delitto o sull’eventuale idoneità a sostenere un processo.
Ora tocca alle difese
La notifica dell’avviso consente alle parti di accedere al materiale raccolto negli ultimi mesi. Sempio potrà depositare memorie, produrre nuovi documenti e chiedere ulteriori verifiche; le stesse possibilità sono riconosciute agli altri soggetti coinvolti.
Tra le persone ascoltate di recente figura Luciano Garofano, già comandante del Ris di Parma, convocato il 25 settembre per oltre un’ora e mezza. L’audizione avrebbe riguardato le analisi scientifiche del 2007, i reperti della bicicletta di Stasi e gli esami genetici. Sono stati inoltre sentiti alcuni militari impegnati nelle indagini del 2017.
Gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, che assistono la famiglia Poggi, sostengono che i temi relativi alle prove genetiche e medico-legali siano già stati esaminati nel processo contro Stasi. I legali auspicano che la vicenda arrivi davanti alla Corte d’Appello competente, ritenendo possibile che venga esclusa l’esistenza di elementi realmente nuovi.
Soltanto dopo avere valutato le osservazioni delle difese la Procura stabilirà se chiedere il rinvio a giudizio di Sempio, accusato di omicidio volontario aggravato. Un’eventuale richiesta aprirebbe un nuovo procedimento e potrebbe incidere anche sulle iniziative legate alla condanna definitiva di Alberto Stasi.
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