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Attualità 1 min di lettura30 set

Caso Garlasco, il nodo dei tempi: Chiara si difese fino a un’ora

Secondo la Procura, l’aggressione potrebbe essere durata tra 15 e 60 minuti: una ricostruzione che solleva interrogativi sulla posizione di Stasi.

La durata dell’aggressione è uno degli elementi centrali delle nuove valutazioni investigative sul caso Garlasco. Per i pm, Chiara Poggi avrebbe opposto una resistenza prolungata prima di essere uccisa, in un arco temporale compreso tra 15 e 60 minuti.


La ricostruzione della Procura

L’ipotesi degli inquirenti descrive quindi una colluttazione non breve, durante la quale la vittima avrebbe cercato a lungo di difendersi. La stima temporale rappresenta un punto rilevante nell’ambito degli accertamenti che riguardano Andrea Sempio.

I pm ritengono che questo intervallo sia difficilmente conciliabile con la ricostruzione accusatoria formulata nei confronti di Alberto Stasi. Il nodo, dunque, riguarda soprattutto la compatibilità tra la durata attribuita all’aggressione e la dinamica sostenuta nel procedimento.

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Il contrasto con l’accusa a Stasi

Secondo la Procura, «un tempo incompatibile con le accuse a Stasi» emergerebbe dalla valutazione sulla lunga resistenza della vittima. La citazione sintetizza il principale elemento di contrasto sollevato dagli inquirenti rispetto alla precedente ricostruzione dei fatti.

Le indagini su Sempio si concentrano così anche sulla sequenza temporale dell’omicidio. La finestra individuata dai pm, da 15 a 60 minuti, viene indicata come un dato capace di incidere sulla lettura complessiva della vicenda.

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