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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Casa, scontro a Strasburgo: Salis accusa, Tovaglieri replica

L’eurodeputata di Avs denuncia la crisi abitativa e difende chi occupa per necessità, mentre la leghista rivendica il rispetto della proprietà privata.

Per Ilaria Salis, la responsabilità non ricade su chi entra in un’abitazione spinto dal bisogno, bensì su chi lascia inutilizzati migliaia di alloggi. Nel suo intervento ha indicato negli enti che amministrano l’edilizia popolare e nei fondi immobiliari i soggetti che, a suo giudizio, alimentano il problema.


Salis accusa enti e fondi immobiliari

L’eurodeputata di Avs ha sostenuto che l’emergenza abitativa non può essere affrontata criminalizzando le persone in difficoltà. La sua posizione è stata riassunta così: «Il criminale non è chi occupa la casa per necessità, ma gli enti gestori delle case popolari e i fondi immobiliari», accusati di mantenere vuote numerose abitazioni.

Secondo Salis, l’occupazione rappresenta la conseguenza visibile di una crisi più ampia, che le istituzioni non starebbero affrontando con misure adeguate. Ha inoltre affermato che, se venisse garantito concretamente l’accesso alla casa, non ci sarebbe motivo per occupare gli immobili.


Tovaglieri difende i proprietari

Isabella Tovaglieri, eurodeputata della Lega, ha contestato questa impostazione sostenendo che il diritto all’abitazione non possa cancellare quello di chi possiede legalmente un immobile. La replica è arrivata dai banchi dell’Aula di Strasburgo durante il confronto con Salis.

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«Lei colpevolizza i proprietari di casa definendoli “parassitari”. Di parassitario c’è solo chi occupa abusivamente le case comprate dagli altri», ha detto Tovaglieri. Il suo intervento ha riportato al centro della discussione la tutela della proprietà privata e il fenomeno delle occupazioni senza titolo.


Le chiavi diventano un simbolo

A Strasburgo Salis ha accompagnato il discorso con un mazzo di chiavi fatto tintinnare davanti alla plenaria. Il gesto richiamava la mobilitazione per il diritto alla casa sviluppatasi in Spagna e, nelle sue intenzioni, doveva trasformarsi in un segnale di protesta esteso all’intera Europa.

«Mentre milioni di persone si ammazzano di lavoro per pagare affitto e mutuo, ci sono pochi privilegiati che vivono di rendita senza lavorare. Basta con la rendita parassitaria. La casa è un diritto, non una merce», ha dichiarato. Il botta e risposta ha così contrapposto due letture dello stesso problema: da una parte la crisi degli affitti e dell’accesso all’abitazione, dall’altra la difesa dei proprietari e il rifiuto delle occupazioni abusive.

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