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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Casa, la manovra lascia fuori affitti e alloggi pubblici

La riduzione della cedolare secca favorisce i proprietari, senza vincoli per trasferire il risparmio agli inquilini.

La legge di bilancio non prevede interventi organici sull’emergenza abitativa. L’unica misura dedicata alle locazioni riduce la cedolare secca, ma senza imporre ai proprietari obblighi a vantaggio degli inquilini.

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Affitti e sostegni assenti

La norma porta al 5% l’aliquota per i contratti a canone concordato stipulati nel 2027 e all’1% quella riservata ai giovani con meno di 35 anni. Il risparmio fiscale, però, non è collegato a una diminuzione dei canoni né a condizioni che assicurino un beneficio concreto per chi vive in affitto.

Restano così senza risposta il caro affitti, la scarsità di alloggi popolari e l’assenza di strumenti di sostegno per gli inquilini in difficoltà. Il provvedimento non affronta neppure la gestione degli sfratti, con misure che garantiscano il passaggio da un’abitazione a un’altra, né prevede un piano per aumentare le residenze universitarie pubbliche.

La riduzione della tassazione viene quindi considerata un intervento privo di effetti sostanziali sulla crisi abitativa. Le mobilitazioni per il diritto alla casa, che hanno coinvolto migliaia di giovani e lavoratori precari in Italia e in Europa, non hanno trovato un seguito nelle misure della manovra.


Le risorse della cedolare

Il Rapporto sulle spese fiscali del Ministero dell’Economia, pubblicato nel giugno 2026, ha stimato in 3,53 miliardi di euro l’anno, per ciascun esercizio dal 2026 al 2028, il mancato gettito legato alla cedolare secca. Nell’arco del triennio si tratta di oltre 10 miliardi di euro.

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Una parte rilevante di queste minori entrate sostiene contratti a libero mercato e locazioni turistiche, indicate tra i fattori che alimentano la difficoltà di trovare un’abitazione. Le stesse risorse, se recuperate e destinate diversamente, potrebbero finanziare un programma straordinario di edilizia residenziale pubblica e nuovi aiuti per gli inquilini.

Anche il contrasto all’evasione potrebbe fornire fondi aggiuntivi. Il rapporto dell’Agenzia delle Entrate sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale, pubblicato nell’ottobre 2026, ha calcolato in 773 milioni di euro l’evasione registrata nel settore delle locazioni nel 2023. Tra il 2019 e il 2023, secondo lo stesso documento, sono stati sottratti al fisco circa 4 miliardi di euro.


Il ruolo dei fondi immobiliari

La legge di bilancio non contiene investimenti straordinari per le case popolari e non interviene sul peso assunto dai fondi immobiliari nel mercato abitativo. Manca inoltre un sistema strutturato di protezione per gli inquilini e non sono previste misure per evitare che uno sfratto porti alla perdita definitiva della casa.

L’impostazione contestata considera l’abitazione soprattutto come un bene destinato al mercato, alla rendita e agli investimenti. La richiesta è invece quella di trattarla come un diritto sociale, sostenuto da politiche pubbliche e da risorse rivolte alla realizzazione di alloggi accessibili.

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