658notizie oggi
Attualità 3 min di lettura22 min fa

Casa Bianca, il valzer delle fedelissime di Trump: chi resta e chi sparisce

Tra rimozioni, dimissioni e nuove nomine, la squadra femminile del presidente americano continua a cambiare volto.

Le epurazioni hanno ridisegnato in pochi mesi una parte significativa dell’amministrazione Trump. Tra marzo e aprile sono state allontanate Kristi Noem, Pam Bondi e Lori Chavez-DeRemer, mentre altri cambiamenti hanno riguardato la comunicazione della Casa Bianca e la rete diplomatica americana.

Kristi Noem, già governatrice del South Dakota per due mandati, era stata scelta personalmente da Trump per guidare il dipartimento responsabile della sicurezza interna. La sua uscita ha preceduto quella di Pam Bondi, procuratrice generale che a maggio ha reso pubblica la diagnosi di un tumore alla tiroide.

Anche Lori Chavez-DeRemer ha perso il suo incarico. La rimozione è stata collegata a diverse accuse di abuso di potere, tra cui una presunta relazione con un dipendente subordinato e il consumo di alcol durante l’orario di lavoro.

Offerta del giorno14 ottobre

Douglas

-25% su app da Douglas con Beauty Card

Scade tra 2 giorni
*******


Guilfoyle lascia tra accuse e tensioni

Kimberly Guilfoyle ha invece rinunciato al ruolo di ambasciatrice americana ad Atene dopo che la Casa Bianca le avrebbe chiesto di farsi da parte. Sul suo profilo X, l’ex compagna di Donald Trump Jr. ha rivendicato il lavoro svolto e ha scritto: «È stato l’onore della mia vita» ricoprire quell’incarico. Ha inoltre respinto le contestazioni: «Sono false, mi difenderò».

La decisione è arrivata mentre il Dipartimento di Stato, secondo le ricostruzioni circolate, avrebbe avviato verifiche su presunte irregolarità e accuse di corruzione. Guilfoyle, che per alcuni giorni avrebbe resistito all’idea di dimettersi, ha comunque ribadito la propria fedeltà al presidente e al movimento Maga.

La sua carriera pubblica era iniziata molto prima dell’ingresso nel gruppo trumpiano. Ex volto di Fox, fu sposata con Gavin Newsom, allora sindaco di San Francisco e oggi governatore della California; il matrimonio venne descritto nel 2004 da Harper’s Bazaar come una delle coppie politiche più affascinanti dai tempi dei Kennedy. Dopo la separazione, avvenuta nel 2006, lavorò come commentatrice giuridica per Cnn e Abc, prima di approdare a Fox, che nel 2018 la licenziò per presunti comportamenti inappropriati sul posto di lavoro.

Nello stesso anno conobbe Donald Trump Jr. e si avvicinò all’area Maga. I due ufficializzarono il fidanzamento nel 2020, ma nel 2024 iniziarono a circolare indiscrezioni su un rapporto tra il figlio del presidente e Bettina Anderson. La nuova coppia rese pubblica la relazione nel dicembre di quell’anno, proprio nel periodo in cui Guilfoyle veniva designata per Atene.


Zacharia debutta tra vecchi messaggi

A prendere il posto di Karoline Leavitt è stata Katie Zacharia, 42 anni, già commentatrice conservatrice e sostenitrice di Trump. Il suo esordio davanti ai giornalisti è durato meno di 20 minuti e si è concluso con appena tre domande, una modalità che ha suscitato sorpresa nella sala stampa.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Zacharia ha una laurea in legge, ma non ha mai esercitato come avvocata. Secondo Cnn, in passato avrebbe rivolto accuse prive di fondamento su presunti casi di pedofilia a figure importanti del Partito Democratico e avrebbe rilanciato sui social diverse teorie complottiste.

La nuova portavoce non è stata sempre allineata con l’amministrazione che oggi rappresenta. Prima della nomina aveva chiesto una linea più dura sull’immigrazione e aveva messo in guardia i Repubblicani dal rischio di una pesante sconfitta alle elezioni di metà mandato, in un messaggio poi cancellato.

Un altro contenuto rimosso riguardava il dipartimento di Giustizia, accusato in quel messaggio di proteggere persone coinvolte nello scandalo legato a Jeffrey Epstein. Le posizioni espresse negli anni precedenti convivono ora con il compito di difendere pubblicamente la seconda presidenza Trump.


Leavitt fuori dalla sala stampa

Leavitt ha lasciato l’incarico ad agosto, spiegando di voler dedicare più tempo ai figli piccoli. Prima di diventare portavoce della Casa Bianca era stata il volto della campagna elettorale di Trump e, durante il primo mandato, aveva ricoperto il ruolo di viceportavoce.

Dal podio aveva spesso attaccato i mezzi d’informazione tradizionali e dato spazio a conduttori e influencer vicini al presidente. Alcune ricostruzioni, tuttavia, hanno collegato la sua partenza anche a possibili contrasti con Natalie Harp, assistente considerata tra le collaboratrici più vicine a Trump.

Il ricambio coinvolge così figure con percorsi molto diversi: funzionarie rimosse dopo contestazioni, una diplomatica costretta al passo indietro e una nuova portavoce chiamata a prendere il controllo della comunicazione presidenziale. Il quadro conferma quanto rapidamente possano cambiare gli equilibri interni alla squadra del presidente.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere