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Attualità 2 min di lettura2 giorni fa

Carburanti, prezzi giù ma la Sicilia si ferma: cosa succede alle pompe

Il tetto Eni spinge gli automobilisti ai distributori e induce altri marchi a ridurre i listini, mentre nell’Isola gli autotrasportatori annunciano cinque giorni di blocco

Il debutto del price-cap sulle stazioni Eni sta producendo due effetti contemporanei: da una parte listini in discesa e distributori presi d’assalto, dall’altra una protesta sempre più dura in Sicilia contro il costo del gasolio. Il limite sarà presto applicato anche al marchio Ip, mentre gli altri operatori stanno introducendo riduzioni per restare competitivi.


Lo sconto riempie le stazioni

Le rilevazioni dell’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy indicano per la benzina self-service sulla rete ordinaria una media di 2,152 euro al litro. Il diesel è invece a 2,369 euro; sulle autostrade i valori medi sono rispettivamente di 2,214 e 2,420 euro al litro, comunque inferiori a quelli dei giorni precedenti.

A Napoli l’afflusso ha raggiunto livelli tali da esaurire le scorte di un impianto di via Cristoforo Colombo: in circa tre ore e mezza sono stati distribuiti più di 2.000 litri e il gestore ha dovuto esporre l’avviso “esaurito”, in attesa del nuovo rifornimento. A Brescia, invece, gli automobilisti hanno formato colonne lungo Viale Bornata e Via Turati per raggiungere i distributori Eni.


La Sicilia prepara il blocco

Nell’Isola il tema centrale resta il peso del gasolio, arrivato in alcune zone tra 2,20 e 2,40 euro al litro. Dopo le iniziative degli agricoltori e i rallentamenti sulla statale Palermo-Agrigento, Agrisat accusa le istituzioni regionali e nazionali di non aver dato risposte; Franco Calderone e Salvatore Petrotto hanno annunciato: «A brevissimo bloccheremo tutto, non solo lo scorrimento veloce. Saremo compatti con i pescatori».

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Il Comitato autotrasportatori siciliani ha fissato un fermo di cinque giorni, dalle 00:01 di venerdì 16 ottobre fino alla mezzanotte di martedì 20 ottobre. Salvatore Bella ha precisato: «Non ritireremo neanche i semirimorchi dai porti dell’Isola», collegando la decisione agli impegni che il Ministero delle Infrastrutture non avrebbe rispettato e all’aumento dei costi per le imprese. La conseguenza temuta è un rallentamento della movimentazione delle merci e degli approvvigionamenti regionali.


Il Codacons vede un effetto positivo

Il Codacons valuta favorevolmente la riduzione dei prezzi e attribuisce il movimento al ribasso alla pressione esercitata dall’iniziativa Eni sugli altri marchi. Secondo l’associazione, la competizione tra operatori può offrire un sostegno concreto agli automobilisti dopo settimane di rincari.

La stessa organizzazione considera quindi utile mantenere interventi capaci di contenere i listini. Il quadro resta però diviso: mentre nelle stazioni di servizio si registrano vendite accelerate e ribassi, il trasporto siciliano si prepara a una sospensione che potrebbe incidere sulla circolazione delle merci.

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