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Attualità 4 min di lettura30 set

Carburanti, la rete si muove: Q8 fissa il limite e il governo cambia rotta

Dal 1° ottobre Q8 introdurrà per un mese un tetto variabile su benzina e diesel, mentre l’esecutivo prepara nuove misure fiscali e l’Europa monitora il mercato.

Il mercato europeo dei carburanti resta sotto osservazione: le forniture nell’Unione sono giudicate stabili, ma il costo di gasolio e carburante per aerei continua a mantenersi elevato. Il gruppo europeo di coordinamento sul petrolio ha fissato al 15 ottobre una nuova verifica, dopo la riunione del 29 settembre.

A Bruxelles l’attenzione è rivolta anche alle conseguenze delle iniziative adottate dalle grandi compagnie. La Commissione europea intende controllare che non emergano pratiche capaci di limitare la concorrenza e sta valutando soluzioni per rendere i carburanti più disponibili e accessibili per il trasporto, come ha spiegato il commissario all’Energia Dan Jørgensen.


Energia, tra sconti e nuovi rincari

Sul fronte domestico, Eni ha presentato tramite Plenitude una proposta commerciale valida dal 1° al 24 ottobre. La formula taglia del 30 per cento il costo della componente energetica rispetto alla principale tariffa fissa della società e mantiene bloccato il prezzo della materia prima per 24 mesi.

La compagnia stima un beneficio annuo di circa 100 euro per la fornitura del gas e di altri 100 euro per quella elettrica. Chi sceglierà entrambi i servizi potrebbe quindi arrivare a un vantaggio complessivo di circa 200 euro; anche i clienti già acquisiti da Plenitude potranno aderire cambiando piano.

La promozione arriva mentre Arera ha annunciato un aumento del 37,3 per cento per l’elettricità destinata ai circa tre milioni di clienti vulnerabili ancora nel regime di Maggior Tutela, nel quarto trimestre del 2026. Dal 1° ottobre il valore comprensivo delle imposte salirà a 43,43 centesimi per kilowattora, soprattutto per l’incremento dei costi di approvvigionamento e per le attese di un ulteriore rialzo all’ingrosso.


Anche Q8 entra nella partita

Sul mercato dei carburanti il numero dei distributori coinvolti negli interventi di contenimento si amplia con Q8. L’azienda applicherà per 30 giorni, a partire dal 1° ottobre, un limite alla benzina e al gasolio venduti nella propria rete, ma non ha ancora reso noto l’importo massimo.

Il criterio annunciato non sarà uniforme per tutti gli impianti: il tetto verrà modulato in base alle caratteristiche dei diversi circuiti distributivi. L’obiettivo dichiarato è ridurre l’impatto sui consumatori senza compromettere l’equilibrio economico dei gestori e dei partner commerciali.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha accolto positivamente la decisione e ha rivolto un ringraziamento al Kuwait e al gruppo che gestisce Q8 in Italia. «Dopo la scelta di Eni e Socar, oggi da Q8 arriva un altro importante segnale di attenzione alle famiglie italiane», ha affermato, collegando l’annuncio alla richiesta avanzata dall’esecutivo alle principali società energetiche.

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Eni e IP, controllata da Socar, avevano già stabilito valori massimi pari a 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio. Le iniziative, tuttavia, non coprono l’intera rete nazionale e non coincidono automaticamente con l’andamento medio rilevato dalle autorità.


I numeri alle pompe non bastano

Gli ultimi dati dell’Osservatorio del Mimit indicano per la benzina in modalità senza servizio una media di 2,126 euro al litro sulla rete stradale, contro i 2,152 euro del giorno precedente. Il gasolio è passato invece da 2,369 a 2,335 euro, mentre in autostrada i valori erano rispettivamente di 2,180 euro e 2,383 euro.

Il calo delle medie non significa che ogni automobilista possa acquistare il carburante al prezzo fissato dalle singole compagnie. I massimali riguardano soltanto gli impianti aderenti e una porzione del sistema distributivo, lasciando aperte differenze tra aree e modalità di vendita.

I gestori indipendenti temono che una distanza prolungata rispetto ai listini dei grandi gruppi possa alterare la concorrenza. Assopetroli chiede perciò che le misure siano estese anche al commercio all’ingrosso, che rifornisce non soltanto gli autotrasportatori ma anche molte stazioni indipendenti e attività produttive.


Autotrasporto, il nodo resta aperto

La riduzione visibile presso le stazioni di servizio non raggiunge automaticamente le imprese che comprano carburante sul mercato extra rete. Per questo FAI Conftrasporto segnala il rischio di uno svantaggio per gli operatori, soprattutto dopo le richieste di alcuni committenti di rivedere al ribasso le tariffe sulla base dei prezzi osservati alla pompa.

Una mobilitazione è stata annunciata dal Comitato autotrasportatori siciliani: il fermo è previsto per 5 giorni, dal 16 al 20 ottobre. La categoria chiede interventi specifici, mentre il governo sta preparando un cambiamento nel sistema di sostegno fiscale.

Gli sconti attualmente applicati al gasolio saranno infatti mantenuti fino al 5 ottobre. Dal giorno seguente l’esecutivo punta a ricorrere al meccanismo delle accise mobili, riducendo gradualmente gli interventi generalizzati e concentrando l’aiuto sui comparti più esposti alla crescita dei costi.

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