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Attualità 4 min di lettura1 ora fa

Carburanti, il nodo è il 6 ottobre: chi pagherà meno alla pompa

Il tetto introdotto da Eni e seguito da Ip e Q8 può ridurre la spesa, ma lascia fuori una parte consistente della rete e alimenta nuove richieste al governo.

Il 5 ottobre scade l’ultima proroga dello sconto sul diesel e il giorno successivo potrebbe aprirsi un nuovo capitolo per i prezzi dei carburanti. La riduzione delle accise è ormai limitata a 6,1 centesimi al litro, mentre il governo valuta se mantenerla e come sostenere famiglie e categorie più esposte.

Gilberto Pichetto Fratin ha lasciato aperta la possibilità di un’estensione: «Al momento posso dirvi di sì, però prima del 6 ottobre mancano ancora 10 giorni, e in 10 giorni a livello internazionale può succedere di tutto». L’esecutivo punta intanto a contenere il costo dei rifornimenti senza aggravare ulteriormente i conti pubblici.


Il malcontento cresce tra gli operatori

Autotrasportatori e tassisti chiedono misure durature contro il caro-carburante e non escludono iniziative di protesta. La loro contestazione riguarda anche il fatto che il limite ai prezzi interessa i distributori al dettaglio, mentre non comprende l’extra-rete utilizzata soprattutto da imprese di trasporto e agricoltori.

Anche gli operatori indipendenti hanno segnalato una difficoltà concreta. Assopetroli-Assoenergia chiede infatti che siano create condizioni tali da permettere alle cosiddette “pompe bianche” di applicare riduzioni analoghe senza vendere sottocosto: a differenza di una compagnia integrata, un gestore autonomo non sempre acquista il prodotto alle stesse condizioni.

Sul piano politico, Angelo Bonelli ha invocato un intervento generalizzato: «Chiediamo un decreto che, vista l’eccezionalità della situazione, fissi in tutte le pompe d’Italia il prezzo dei carburanti ai livelli di settembre 2025: circa 1,70 euro al litro per il gasolio e 1,60 per la benzina».


Quanto pesa davvero la rete coinvolta

La misura può interessare una quota vicina alla metà degli impianti italiani, ma la copertura non è omogenea. Secondo i dati dell’Osservatorio carburanti del Mimit, il Paese conta circa 20mila stazioni stradali e autostradali: Eni ne gestisce 3.800, Ip circa 3.400 e Q8 intorno a 2.600.

Eni e Ip rappresentano insieme circa il 36% della rete; con l’ingresso di Q8, il bacino dei marchi aderenti si avvicina al 50%. Restano però fuori circa 8.500 impianti indipendenti, pari a circa il 42% del totale, oltre ai circa 1.400 punti vendita Tamoil, che finora non ha aderito all’iniziativa.

La disponibilità di un rifornimento calmierato dipende anche dalla zona. La presenza di Eni è particolarmente forte in Lombardia, Lazio, Veneto, Sicilia ed Emilia-Romagna; per questo gli automobilisti di quelle regioni possono avere maggiori possibilità di incontrare un impianto coinvolto, mentre in altri territori la scelta può essere più limitata.


Le cifre per un pieno da 50 litri

Una valutazione di Unimpresa stima un beneficio mensile fino a 80 euro per una famiglia con due automobili. Considerando un serbatoio da 50 litri, il vantaggio indicativo sarebbe di 8,45 euro per una vettura a benzina e di 9,35 euro per un modello diesel.

Nell’arco dei primi 30 giorni, il risparmio previsto si colloca quindi tra 36 e 40 euro per ciascuna automobile. Le stime vanno però lette alla luce dell’effettiva presenza dei marchi aderenti e della possibilità, per il singolo conducente, di raggiungere un distributore con il prezzo ridotto.

Il rincaro rispetto allo scorso anno ha già modificato le abitudini. Una rilevazione Eumetra indica che il 43% degli italiani ha diminuito l’impiego dell’auto o gli spostamenti, mentre il 32% ha cancellato o ridotto viaggi e vacanze. Sommando carburanti, energia e spesa alimentare, sette famiglie su dieci prevedono inoltre di tagliare alcune uscite nei prossimi mesi.


Prezzi e tempi del tetto

Il primo intervento è partito da Eni il 28 settembre nelle stazioni Eni Live: il limite è stato fissato a 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il diesel. La durata iniziale è di 30 giorni, con un possibile prolungamento fino alla fine dell’anno legato all’evoluzione del mercato.

Ip ha scelto gli stessi valori massimi, ma ha avviato l’applicazione in modo graduale. Nel giorno di partenza il provvedimento riguardava circa 300 distributori, con l’intenzione di ampliare progressivamente il numero degli impianti in base alle diverse condizioni locali.

Q8 entrerà in campo dal primo ottobre con un sistema modulare previsto per i 30 giorni successivi. L’adesione dei tre grandi marchi trasferisce così una parte del costo dalle risorse pubbliche alle compagnie petrolifere, dopo che il governo ha stanziato quasi 3 miliardi per frenare il caro-carburanti attraverso il taglio delle accise.

L’iniziativa arriva dopo mesi di pressioni da parte di opposizioni, imprese e associazioni dei consumatori. I prezzi alla pompa, tuttavia, rimangono molto elevati rispetto a un anno fa e l’effetto del provvedimento sarà diverso da area ad area, soprattutto per chi vive lontano dai distributori dei marchi partecipanti.

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