Campo largo, Schlein fissa la regola: il Pd peserà il doppio
La segretaria dem chiede un programma comune prima della scelta del leader e rivendica il maggior peso elettorale del Partito democratico, senza escludere una sintesi sull’Ucraina.
Elly Schlein alza il tono contro il governo e, nello stesso intervento, manda un messaggio agli alleati del centrosinistra: il futuro programma dovrà essere condiviso, ma il consenso ottenuto da ciascun partito non può essere ignorato. La segretaria del Partito democratico è intervenuta alla direzione dem tracciando una linea sia sui rapporti interni alla coalizione sia sulla politica estera.
Schlein attacca il governo Meloni
Il passaggio più duro del discorso è stato rivolto alla presidente del Consiglio. Schlein ha accusato l’esecutivo di avere fallito e ne ha chiesto le dimissioni, sostenendo che un ritorno alle urne anticipato sarebbe nell’interesse del Paese.
«Voglio dire a Giorgia Meloni: prendete atto che avete fallito e andate a casa, prima si vota meglio è per l’Italia», ha affermato la leader democratica durante il suo intervento. La critica al governo ha occupato una parte rilevante della riunione, ma il confronto politico si è concentrato anche sulla costruzione dell’alternativa.
Il peso dei voti nella coalizione
Secondo Schlein, la piattaforma dell’alleanza dovrà essere preparata insieme, coinvolgendo tutte le forze del campo largo. Tuttavia, inclusione e pari dignità nel confronto non significano che ogni partito debba contare allo stesso modo: il Pd, ha ricordato, ha raccolto il doppio dei voti rispetto agli altri soggetti alle elezioni europee, regionali e comunali.
«Generosi sì, ingenui no», ha sintetizzato la segretaria, rivendicando il lavoro svolto dai democratici per consolidarsi come principale forza di opposizione. Il richiamo riguarda anche le proposte che stanno emergendo dagli altri partiti, tra cui lo stop all’invio di armi all’Ucraina sostenuto dal Movimento 5 Stelle e la patrimoniale indicata tra le ipotesi di Verdi-Sinistra.
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Prima il programma, poi il leader
La dirigente dem ha indicato una precisa sequenza per il lavoro dell’opposizione: prima occorre definire il progetto comune, quindi si potrà affrontare il tema della guida. L’obiettivo è arrivare a un accordo vincolante per tutte le componenti e per gli elettori, non a un’intesa limitata alla scelta del candidato o della candidata alla premiership.
Nel ragionamento di Schlein, chi assumerà la leadership dovrà rappresentare l’intera alleanza e non soltanto il partito di provenienza. Per questo la discussione sulla persona destinata a guidare la coalizione, secondo la segretaria, deve restare successiva alla definizione dei contenuti.
Sull’Ucraina resta il confronto
La politica estera rimane uno dei terreni più delicati. Schlein ha riconosciuto l’esistenza di posizioni differenti, ma ha sottolineato che tra le forze dell’opposizione sarebbero più numerosi i punti di convergenza rispetto a quelli di contrasto.
La posizione del Pd resta il sostegno al popolo ucraino contro l’aggressione russa e la richiesta di un ruolo più incisivo dell’Unione europea. Schlein ha proposto la nomina di un negoziatore europeo, spiegando che la ricerca della pace non può essere rinviata fino alla cessazione completa dei combattimenti, e si è detta fiduciosa sulla possibilità di raggiungere una sintesi condivisa.
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