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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Campo Largo, il nome a sorpresa di Conte: spunta Gualtieri

Il presidente del M5s rilancia l’idea di un candidato terzo e chiarisce di non voler tornare a Palazzo Chigi: il sindaco di Roma potrebbe essere il profilo cercato.

Il futuro del Campo Largo potrebbe passare da un nome diverso da Giuseppe Conte ed Elly Schlein. Nel ragionamento del presidente del Movimento 5 Stelle, secondo la lettura di Augusto Minzolini, emerge infatti Roberto Gualtieri come possibile figura capace di unire le diverse anime dell’opposizione.


Gualtieri appare come possibile federatore

Conte non indica apertamente il sindaco di Roma, ma la sua idea di una candidatura alternativa alla guida della coalizione lascia spazio all’ipotesi Gualtieri. Il primo cittadino romano, già ministro dell’Economia durante il governo Conte, fu tra i protagonisti dell’iter legato al Superbonus.

Parlando con Minzolini, Conte ha ribadito di voler costruire un’alleanza ampia, senza però sciogliere il nodo delle primarie del centrosinistra. «Sogno di riuscire a mettere insieme tutte le forze che gravitano al centro», ha affermato, descrivendo l’obiettivo di una coalizione in grado di competere con il centrodestra.


Conte prende le distanze dalla corsa

Il leader del M5s ha anche respinto l’idea che la sua proposta a Schlein fosse soltanto una manovra tattica. L’invito rivolto a entrambi a fare un passo indietro, ha spiegato, serviva a valutare davvero l’ipotesi di una terza figura: «Era una proposta reale. Una proposta vera».

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Conte ha poi escluso che il suo obiettivo personale sia riconquistare la presidenza del Consiglio. Dopo due esperienze a Palazzo Chigi, ha sostenuto di non avere come priorità un nuovo incarico, ma di puntare a un’alleanza «davvero performante», capace di sfidare la destra e di rispettare l’identità del Movimento 5 Stelle.


Le perplessità su Schlein

Nel riferimento alla necessità di una coalizione competitiva si legge, secondo Minzolini, anche una valutazione critica sulla segretaria del Partito democratico. Conte non la considera esplicitamente inadatta, ma il progetto del candidato terzo sembra indicare il dubbio che possa rappresentare da sola tutto lo schieramento.

La questione resta quindi aperta: da una parte Conte conferma di non voler essere il candidato alla guida del centrosinistra; dall’altra, l’ipotesi Gualtieri offre un possibile punto di equilibrio tra Pd, M5s e le altre forze interessate a costruire un’alternativa al governo Meloni.

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