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Attualità 2 min di lettura2 ore fa

Calabresi, la beffa ai David: Armani lo scambiò per Turturro

Il nuovo spettacolo di Paolo Calabresi ripercorre le identità assunte dall’attore e il dolore personale da cui nacque quella singolare ricerca.

Prima di diventare materiale per il teatro, le incursioni di Paolo Calabresi nelle identità altrui furono esperienze reali, compiute lontano dai riflettori e spesso senza che nessuno sospettasse l’inganno. Tra gli episodi più sorprendenti c’è quello dei David di Donatello, quando l’attore si presentò come John Turturro e Giorgio Armani arrivò a pensare di avere davanti proprio l’attore statunitense, proponendosi di vestirlo.

La vicenda torna ora al centro di “Tutti gli uomini che non sono”, spettacolo con cui Calabresi è nuovamente in tournée nei teatri. In scena, Carolina Di Domenico interpreta Fiamma Consorti, la moglie dell’attore, il cui ruolo è stato fondamentale anche nella storia privata segnata da queste trasformazioni.


Il dolore dietro le identità

La spinta a cercare altre vite arrivò in un periodo di lutto profondo. I genitori di Calabresi morirono a dieci giorni di distanza l’uno dall’altro; appena tre mesi dopo scomparve improvvisamente anche Giorgio Strehler, il maestro che gli aveva insegnato il mestiere.

«Continuavo a lavorare, ma vagavo non so in quale universo con la testa e con il cuore», ha raccontato l’attore. In quel momento, ha spiegato, una delle poche cose capaci di tenerlo ancorato alla quotidianità era la Roma, squadra per la quale provava una forte passione.


La partita nata da una finta

Il passaggio dalla fantasia all’azione avvenne in occasione di Milan-Roma. Non riuscendo a trovare i biglietti, Calabresi seguì il suggerimento di un amico e telefonò al Milan fingendo di occuparsi del soggiorno italiano di Nicolas Cage. La società credette alla storia, tanto da metterlo in contatto con la segreteria di Adriano Galliani e mostrarsi disponibile ad accogliere l’attore.

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A quel punto avrebbe potuto rinunciare all’incontro oppure presentarsi assumendo l’identità di Cage. Scelse la seconda strada. «Quando non hai nulla da perdere puoi fare tutto», ha detto, spiegando che quella scelta gli sembrò la conseguenza naturale della situazione.


Dal teatro alla vita familiare

Calabresi considera quelle azioni una forma estrema del lavoro dell’interprete: assumere per un periodo il volto e il nome di qualcun altro. Nel suo racconto, però, non si tratta soltanto di scherzi o provocazioni. L’esperienza ha finito per intrecciarsi con la sua vita quotidiana, coinvolgendo la famiglia e soprattutto il rapporto con Fiamma Consorti.

Lo spettacolo prova così a tenere insieme il lato comico delle beffe e la parte più intima della vicenda. L’attore ha anche collegato questa capacità di trasformarsi all’eredità lasciata da Strehler, come se quelle imprese fossero state un dono ricevuto da chi non c’era più.

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