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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Export italiano, la partita si gioca sui nuovi mercati: tappa a Roma

Il 6 ottobre la diplomazia economica incontra imprese e territori del Centro Italia, tra materie prime, innovazione e strumenti per crescere all’estero

Il futuro delle produzioni italiane sui mercati esteri dipenderà sempre più dall’equilibrio tra qualità, riconoscibilità, innovazione e capacità di raggiungere nuove destinazioni. È questo il quadro in cui si inserisce la tappa romana di “Obiettivo Export”, pensata per discutere le strategie di internazionalizzazione dei territori del Centro Italia.

Anche la disponibilità di materie prime e componenti essenziali è diventata decisiva. Per un’economia basata sulla trasformazione, sulla manifattura specializzata e sulla tecnologia, ampliare i canali di approvvigionamento significa difendere le filiere industriali e mantenere la capacità di innovare.


Roma mette imprese e mercati in contatto

L’incontro si svolgerà il 6 ottobre all’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone” e sarà dedicato alle aziende e ai territori del Centro Italia. Adnkronos seguirà l’appuntamento come partner editoriale, con una diretta speciale dalle 13 alle 14 disponibile sulla propria pagina principale e sui canali video Youtube e Dailymotion.

La giornata rappresenta la conclusione di un itinerario già passato da Torino e Bari e costituisce una tappa di avvicinamento alla Conferenza Nazionale dell’Export 2026, prevista a dicembre. Al centro non ci sarà soltanto la presentazione delle politiche pubbliche, ma anche l’ascolto delle difficoltà locali e il dialogo con la rete diplomatica e commerciale italiana attiva all’estero.


Un obiettivo oltre 700 miliardi

L’apertura dei lavori sarà affidata al ministro Antonio Tajani. L’iniziativa rientra nell’impostazione della Farnesina, che punta ad allargare il numero dei mercati raggiunti dalle aziende italiane e a consolidare la presenza delle nostre produzioni sia nelle aree con maggiori possibilità di crescita sia nei Paesi già considerati maturi.

Il governo indica come traguardo il superamento dei 700 miliardi di euro di esportazioni entro il 2027. Per riuscirci, il piano non guarda soltanto alle grandi imprese già radicate oltreconfine, ma intende coinvolgere una platea più ampia di piccole e medie aziende.

La diversificazione sarà uno dei criteri principali: ridurre la concentrazione su pochi sbocchi commerciali, esplorare nuove occasioni e sostenere le imprese in una fase segnata da tensioni internazionali, dazi, cambiamenti nelle filiere mondiali e concorrenza per tecnologie e risorse strategiche.

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Il Centro Italia cerca nuove leve

Il confronto romano si concentrerà su un’area dove convivono produzioni tradizionali, industria tecnologica, farmaceutica, manifattura avanzata, patrimonio culturale e comparti creativi. I rappresentanti delle istituzioni dialogheranno con associazioni imprenditoriali, aziende, operatori industriali e soggetti pubblici impegnati a sostenere la crescita internazionale.

Tra gli argomenti previsti figurano il contributo dei territori allo sviluppo sui mercati esteri e le misure che il Sistema Paese mette a disposizione delle imprese. Sarà inoltre esaminato il percorso delle produzioni italiane tra destinazioni consolidate e nuove aree di espansione, mentre l’evoluzione geopolitica spinge le aziende a rivedere rotte commerciali e organizzazione delle filiere.


Dalla discussione all’assistenza concreta

“Obiettivo Export” non si limiterà agli interventi in sala. Il programma prevede colloqui individuali tra le aziende e gli specialisti della Farnesina, insieme ai rappresentanti delle principali strutture italiane che sostengono l’internazionalizzazione.

Le imprese potranno rivolgersi ai responsabili degli uffici commerciali delle ambasciate, agli esponenti della rete ICE presente fuori dall’Italia e agli esperti di finanziamenti, garanzie e strumenti promozionali. L’intento è rendere più facilmente utilizzabile la rete pubblica, offrendo indicazioni sui mercati, sulle opportunità commerciali e sulle modalità per entrare in nuovi Paesi.

Sono previsti inoltre momenti dedicati alle eccellenze culturali e produttive locali, con il coinvolgimento di istituzioni, imprese, operatori culturali e industrie creative. Un ulteriore laboratorio riguarderà le nuove imprese e le Pmi innovative, con un approfondimento sulle misure disponibili per affrontare la competizione internazionale.

L’intero percorso punta così a trasformare la rete diplomatica, finanziaria e commerciale italiana in un’infrastruttura più vicina alle aziende. Il collegamento tra territori e mercati esteri sarà il tema di fondo anche in vista della Conferenza Nazionale dell’Export 2026, mentre gli equilibri dell’economia mondiale continuano a modificarsi rapidamente.

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