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Attualità 3 min di lettura29 set

Bus e accuse a Fossano: la versione di Stat cambia il caso

L’azienda nega di aver lasciato a terra la 14enne e parla di una battuta fraintesa, mentre l’autista resta fuori servizio in attesa di eventuali sviluppi

La vicenda della 14enne marocchina di Fossano resta legata a due ricostruzioni opposte: da una parte la denuncia di una frase discriminatoria, dall’altra la versione di Stat, secondo cui alla ragazza non sarebbe mai stato impedito di viaggiare. L’azienda sostiene inoltre che la giovane avrebbe lasciato spontaneamente il mezzo e che sul piazzale ci fossero altri tre autobus diretti alla stessa destinazione.


Stat contesta la ricostruzione dei fatti

La replica ufficiale dell’impresa di Casale Monferrato è arrivata nella mattinata di martedì 29 settembre. Stat, attiva da 107 anni nel trasporto piemontese e con oltre 200 dipendenti, ribadisce di garantire il servizio senza discriminazioni e prende le distanze da eventuali atteggiamenti offensivi dell’autista.

Secondo la società, la ragazza era già salita sul pullman e avrebbe scelto autonomamente di scendere. L’azienda nega quindi che il personale le abbia vietato l’accesso o imposto di abbandonare il mezzo. La posizione è stata riassunta dall’amministratore delegato Paolo Pia con queste parole: «Stat ripudia ogni forma di razzismo».

Pia ha spiegato che il conducente è stato temporaneamente sollevato dal servizio e ascoltato dai vertici per ricostruire quei pochi secondi al centro della contestazione. L’autista, riferisce l’amministratore delegato, avrebbe negato di aver impedito alla giovane di salire o di restare a bordo e avrebbe parlato di una battuta poco felice, poi interpretata in modo diverso dalle sue intenzioni. Avrebbe inoltre chiesto scusa, precisando di non voler pronunciare espressioni razziste.


Il video non chiarisce tutto

Per l’amministratore delegato, il filmato circolato non sarebbe sufficiente a stabilire con certezza cosa sia avvenuto prima della registrazione. Pia ha anche sollevato dubbi sul motivo per cui il giovane presente nella vicenda avrebbe raggiunto la sorella: non è chiaro, a suo dire, se fosse intervenuto per accompagnarla o per confrontarsi con il conducente.

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L’azienda attende eventuali iniziative formali. Se verrà presentata una denuncia, Stat riceverà gli atti e da quel momento potrà partire un procedimento; al momento, sostiene Pia, non sarebbe possibile adottare decisioni sulla base del solo video. L’amministratore delegato ha ricordato che, alla stessa ora e sulla stessa tratta Fossano-Cuneo, erano disponibili altri tre autobus gestiti dalla società.

Pia ha respinto con fermezza l’ipotesi di una politica discriminatoria interna, ricordando che tra i dipendenti dell’azienda ci sono persone di diverse nazionalità, tra cui marocchini, argentini, brasiliani, afghani, ucraini, albanesi e romeni. Ha aggiunto che il rispetto deve valere indipendentemente da origine, religione, sesso o colore della pelle, pur osservando che anche un eventuale errore del conducente andrebbe valutato nel contesto.


La difesa dell’autista resta aperta

Nel suo intervento, Pia ha descritto il conducente come una persona corretta, spiegando che il suo modo di parlare, caratterizzato da inflessioni e abitudini romane, potrebbe avere contribuito al fraintendimento. Ha invitato a considerare le diverse modalità di comunicazione, senza però escludere che durante l’episodio possa esserci stata una mancanza di rispetto.

Restano dunque da chiarire le parole pronunciate sull’autobus e la dinamica che ha preceduto il video. Stat conferma di voler attendere eventuali accertamenti ufficiali, mentre la posizione dell’autista rimane quella di chi nega qualsiasi rifiuto del trasporto e ogni intento discriminatorio.

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